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Manfredi (Anci): il vero ostacolo al pacchetto sicurezza sono le risorse

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Manfredi (Anci): il vero ostacolo al pacchetto sicurezza sono le risorse
Manfredi (Anci): il vero ostacolo al pacchetto sicurezza sono le risorse
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Roma, 22 gennaio 2026 – Torna al centro del dibattito politico il tema della sicurezza urbana. A far sentire la sua voce è stato Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che ha ribadito con decisione la posizione dei sindaci italiani sul nuovo pacchetto sicurezza annunciato dal governo. “La nostra posizione è chiara”, ha detto Manfredi, sottolineando che la questione è già stata portata all’attenzione delle istituzioni.

Sicurezza urbana, il problema resta la mancanza di personale

Per Manfredi, il vero nodo è la carenza di risorse umane. Negli ultimi anni, ha ricordato, i Comuni hanno visto diminuire drasticamente il numero degli agenti di Polizia municipale. “Abbiamo perso 12mila unità”, ha detto, mettendo in luce una difficoltà che si percepisce ogni giorno sulle strade. La richiesta è netta: “Serve un piano straordinario con risorse stabili per rimpiazzare questo personale”. Senza un intervento strutturale, ha aggiunto, diventa difficile garantire controlli efficaci sul territorio.

I dati dell’Anci sono chiari: meno agenti significa meno capacità di rispondere alle esigenze della gente. In molte città, soprattutto quelle di medie e grandi dimensioni, la mancanza di organico si sente eccome. “La sicurezza si fa con strumenti, metodi ma soprattutto con risorse”, ha sottolineato Manfredi, ricordando quanto sia complicato per le amministrazioni gestire la sicurezza di tutti i giorni.

Le richieste dei sindaci: fondi per straordinari e videosorveglianza

Oltre al personale, i sindaci chiedono al governo fondi extra per affrontare le difficoltà nella gestione della sicurezza. Manfredi ha messo in luce la necessità di risorse per gli straordinari notturni della Polizia municipale e per la videosorveglianza. “Sono questioni che spettano direttamente ai sindaci”, ha spiegato il presidente dell’Anci.

Gli straordinari notturni sono fondamentali, specie nei fine settimana o durante eventi pubblici, per prevenire piccoli reati e mantenere l’ordine. Ma senza soldi, le amministrazioni fanno fatica a coprire questi costi. Lo stesso vale per la videosorveglianza: uno strumento ormai indispensabile per monitorare i punti critici e aiutare le forze dell’ordine, che però richiede investimenti continui per manutenzione e aggiornamenti tecnologici.

Il nuovo pacchetto sicurezza del governo

Nelle settimane scorse il governo ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza con misure pensate per aiutare le amministrazioni locali. I dettagli non sono ancora ufficiali, ma fonti vicine all’esecutivo parlano di un rafforzamento degli organici e di più fondi per la sicurezza urbana. I sindaci attendono risposte concrete. “Abbiamo già fatto le nostre richieste in diverse sedi”, ha ricordato Manfredi.

Nel frattempo, nelle grandi città italiane – da Milano a Napoli, passando per Roma e Torino – il tema resta caldo. Gli amministratori locali segnalano un aumento delle segnalazioni dei cittadini e una crescente preoccupazione per furti, aggressioni e atti vandalici. “Serve un intervento serio”, ha detto Manfredi, “che permetta ai Comuni di affrontare con gli strumenti giusti le nuove sfide della sicurezza urbana”.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Nei prossimi giorni sono in programma nuovi incontri tra Anci e governo. Sullo sfondo c’è la sfida di trovare un equilibrio tra le risorse disponibili e la necessità di garantire la sicurezza pubblica. I sindaci chiedono risposte rapide e fondi certi: solo così, spiegano, si potrà invertire la tendenza degli ultimi anni e restituire ai cittadini una reale sensazione di sicurezza nelle città.

Il confronto è ancora aperto. E mentre il governo prepara le nuove misure, i Comuni devono fare i conti con organici ridotti e fondi limitati. “Non possiamo più aspettare”, ha concluso Manfredi. “La sicurezza urbana è una priorità che riguarda tutti”.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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