Bruxelles, 22 gennaio 2026 – La fiducia dei consumatori nell’Eurozona e nell’Unione Europea ha segnato un piccolo passo avanti a gennaio. È quanto emerge dalla stima rapida diffusa oggi dalla Commissione europea. L’indicatore, che misura come le famiglie vedono la situazione economica, è salito di 0,8 punti percentuali sia nell’area euro che nell’intera Ue. Restano però valori negativi: -11,7 per l’Ue e -12,4 per l’Eurozona, ancora lontani dalla media storica.
Fiducia in lieve ripresa, ma ancora sotto tono
Il dato pubblicato questa mattina dalla Direzione generale degli Affari economici e finanziari di Bruxelles racconta di una fiducia che prova a rialzarsi dopo mesi difficili, segnati da incertezze legate all’inflazione e a una crescita più debole. “Il rialzo è un segnale positivo, ma il livello resta basso rispetto al passato”, ha detto un funzionario della Commissione. La media di lungo periodo, intorno a -10 punti, non è stata ancora raggiunta.
Gli esperti spiegano che il miglioramento riflette una percezione un po’ più ottimista delle famiglie sulla loro situazione economica e sulle prospettive per i mesi a venire. Ma il clima generale resta prudente. “Le famiglie europee sentono ancora il peso dei prezzi alti e delle tensioni geopolitiche”, osserva l’economista tedesco Markus Schulte.
I numeri: Eurozona e Ue ancora in rosso
Nel dettaglio, l’indicatore di fiducia dei consumatori si è fermato a -12,4 punti nell’Eurozona e a -11,7 nell’Ue, migliorando rispetto a dicembre ma restando su livelli negativi. La Commissione europea sottolinea che questi valori sono “ancora sotto la media storica”, segno che la ripresa è solo parziale.
Il dato si basa su un sondaggio mensile tra circa 23mila cittadini europei. Le domande riguardano come percepiscono l’economia generale, le aspettative per il futuro e la voglia di fare acquisti importanti. “Rispetto ai mesi scorsi, si nota meno preoccupazione per l’inflazione”, ha spiegato una fonte vicina al dossier.
Perché la fiducia è salita: inflazione più bassa e prezzi stabili
Tra i motivi che hanno fatto salire un po’ la fiducia dei consumatori, gli esperti indicano il rallentamento dell’inflazione nell’area euro. Secondo Eurostat, a dicembre l’inflazione annua è scesa al 2,9%, lontano dai picchi del 2023. Anche i prezzi dell’energia si sono mantenuti stabili nelle ultime settimane.
“L’inflazione più bassa ha dato un po’ di respiro ai bilanci delle famiglie”, commenta la ricercatrice francese Claire Dubois. Però restano le preoccupazioni per il mercato del lavoro e le tensioni internazionali. La crisi in Medio Oriente e le difficoltà commerciali con la Cina sono fattori di rischio che le famiglie europee continuano a sentire.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli economisti mettono in guardia: “Il miglioramento della fiducia è un segnale incoraggiante, ma non basta a parlare di vera svolta”, dice il professor Giovanni Ferri dell’Università Cattolica di Milano. Secondo lui, sarà importante seguire l’andamento dei prezzi e le mosse della Banca centrale europea sui tassi nei prossimi mesi.
La Commissione europea pubblicherà il dato definitivo sulla fiducia dei consumatori il 30 gennaio, insieme ad altri indicatori sul clima economico. Solo allora si potrà capire se questa tendenza al rialzo può durare o se torneranno le preoccupazioni.
Nel frattempo, nei supermercati di Bruxelles come a Milano o Madrid, i consumatori continuano a fare i conti con il carrello della spesa. “Si vedono più offerte sugli scaffali”, racconta Anna, impiegata belga incontrata stamattina a Ixelles. “Ma prima di comprare qualcosa di costoso ci penso due volte”. Un segnale che la fiducia sta tornando, ma la prudenza non è ancora passata.










