Seul, 20 gennaio 2026 – Giorgia Meloni ha chiuso oggi a Seul la terza e ultima tappa del suo viaggio in Asia, incontrando il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung nella storica Blue House. È la prima volta che un leader europeo fa visita ufficiale alla Corea del Sud dopo l’elezione di Lee. Un segnale importante per l’Italia, che punta a rafforzare i legami con i principali Paesi dell’Asia orientale in un mondo sempre più instabile e dove la diplomazia deve sapersi muovere con flessibilità.
Italia e Corea del Sud: una partnership tra innovazione e tradizione
Al centro dell’incontro, Meloni ha messo in luce come Italia e Corea del Sud condividano “valori comuni, una spinta verso la creatività e l’innovazione, senza dimenticare le radici”. Un legame che, secondo la premier, nasconde “un potenziale enorme, ancora tutto da esplorare”, anche se i rapporti bilaterali sono già solidi. La dichiarazione firmata al termine del colloquio individua “i settori chiave per costruire collaborazioni di alto livello”, con l’obiettivo di “rafforzare il dialogo politico” e rendere la cooperazione “davvero strategica”.
Il fulcro dell’intesa è la tecnologia. Meloni ha espresso “grande soddisfazione per la firma di un accordo nel campo dei semiconduttori”, definendolo “un passo fondamentale per aumentare l’autonomia strategica, diminuire le dipendenze dall’estero e sostenere l’innovazione” in settori come elettronica, auto e telecomunicazioni. Oltre ai chip, la collaborazione si allarga anche alle materie prime, con la necessità – ha spiegato la premier – di “rivedere le catene di approvvigionamento per renderle più solide e sotto controllo”.
Economia reale: robotica, automotive e investimenti in primo piano
Il rafforzamento del rapporto passa anche attraverso l’economia reale. “Possiamo lavorare insieme su trasporti e infrastrutture”, ha detto Meloni, sottolineando il ruolo delle imprese italiane e definendo “strategico” lo scambio di investimenti. Per l’Italia, la presenza dei grandi gruppi coreani è fondamentale, soprattutto in settori all’avanguardia come robotica, microelettronica e automotive. Si è parlato anche di sostenere le Pmi e di “superare alcuni ostacoli non tariffari che frenano l’ingresso dei nostri prodotti”.
Un momento toccante è arrivato con lo scambio di doni: a Meloni è stato regalato un libro fotografico sull’ospedale della Croce Rossa italiana durante la guerra di Corea. “Fa un po’ strano pensare che da diciannove anni nessun presidente del Consiglio italiano fosse venuto in visita ufficiale in Corea”, ha commentato la premier. Lee Jae-Myung ha ricordato con riconoscenza il ruolo dell’Unità Medica Italiana nel 1951.
Dossier politici e tensioni tra Europa e Stati Uniti
Non si è parlato solo di affari. Sul tavolo anche la complessità della situazione politica globale. Italia e Corea del Sud sono “nazioni amiche e alleate”, ha ricordato Meloni, sottolineando il legame tra due democrazie mature in un mondo incerto. Ha apprezzato l’“atteggiamento pragmatico” del presidente Lee – che ha avviato un riavvicinamento con la Cina – e ha espresso la volontà di aprire un dialogo politico più strutturato su temi delicati.
Ma c’è anche una nuova tensione tra Europa e Stati Uniti. L’annuncio di Donald Trump di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia ha scosso i mercati: le Borse europee hanno aperto in calo all’inizio della settimana. Meloni ha criticato pubblicamente la scelta dell’ex presidente Usa e ne ha parlato anche in una telefonata con la Casa Bianca.
Cosa succede adesso: vertice europeo e dialogo aperto
Il tema resta aperto. Meloni continua a confrontarsi con i partner europei, a partire da Ursula von der Leyen. Il prossimo appuntamento è il 22 gennaio, quando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha convocato una riunione straordinaria dei 27 per fare il punto sulla questione Groenlandia e sulle relazioni con gli Stati Uniti.
Al centro del dibattito ci sarà anche il cosiddetto “bazooka”, la possibile risposta commerciale di Bruxelles ai dazi annunciati da Washington. La linea della premier italiana è prudente: “È fondamentale mantenere aperto il dialogo per evitare una spirale di ritorsioni che peggiorerebbe le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico”, ha spiegato una fonte vicina a Palazzo Chigi.
La missione in Asia si chiude così con una serie di accordi – dalla protezione civile alla tutela del patrimonio culturale, fino ai semiconduttori – ma soprattutto con la consapevolezza che l’Italia deve saper costruire alleanze solide in un mondo sempre più incerto.









