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Investimenti nel futuro del turismo: TT2 cerca le migliori startup traveltech italiane

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Investimenti nel futuro del turismo: TT2 cerca le migliori startup traveltech italiane
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Milano, 20 gennaio 2026 – Ha preso il via oggi il fondo internazionale TT2 – Travel Tech 2, con uffici in Spagna, Olanda e Italia. L’obiettivo è chiaro: sostenere e far crescere startup italiane ed europee che sviluppano soluzioni tecnologiche concrete per il turismo. L’idea è di riportare valore, competenze e controllo strategico in Europa, proprio mentre gran parte della spesa turistica del continente continua a finire nelle mani di piattaforme e infrastrutture digitali asiatiche e americane.

Il dominio delle piattaforme straniere nel turismo

In Italia, circa il 70% delle prenotazioni turistiche passa oggi per intermediari digitali. Tra questi, il colosso Booking gestisce il 42%, mentre il restante 28% è diviso tra altre agenzie online (Ota). Solo il 30% delle prenotazioni avviene direttamente, lasciando agli operatori italiani margini risicati e poco controllo sui dati dei clienti. “Il turismo è una colonna portante dell’economia italiana, eppure continuiamo a essere solo fornitori di beni fisici, mentre la tecnologia e il valore vero restano in mano ad altri”, ha detto Leonardo Saroni, General Partner di TT2.

Non si tratta solo di soldi. Chi controlla le infrastrutture digitali decide anche chi innova e si differenzia. “Se la parte digitale resta fuori, anche se arrivano più turisti, non si traduce in una crescita economica solida”, ha aggiunto Saroni durante la presentazione del fondo a Milano, intorno alle 11 di stamattina.

Un fondo attento e concreto

TT2 punta a essere molto selettivo. Investirà solo in startup B2B, lasciando da parte i modelli B2C che richiedono grandi spese di marketing. L’attenzione è per soluzioni che migliorano i punti critici della filiera turistica. In cima alla lista c’è l’intelligenza artificiale, vista come uno strumento trasversale per automatizzare, rendere più efficienti i processi e gestire meglio i dati.

Il sostegno non si limita ai soldi. “Il capitale serve, ma non basta”, ha spiegato Saroni. “Per fare davvero la differenza, servono accesso ai mercati, prove sul campo e relazioni di alto livello”. Per questo TT2 offre alle startup un ecosistema solido: 85 investitori industriali da 15 Paesi, tra catene alberghiere, compagnie aeree e aziende tech. Un network pensato per accelerare la crescita e l’adozione delle nuove tecnologie.

Sovranità tecnologica e sfida per l’Italia

La sovranità tecnologica nel turismo è al centro della strategia di TT2. “Il turismo crescerà ancora, ma la vera sfida non è solo avere più visitatori, bensì trattenere valore”, ha detto Saroni. Senza una filiera tecnologica robusta, l’Italia rischia di restare solo una meta apprezzata, ma un attore marginale nella catena globale del valore.

Anche la recente legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento con il sostegno del ministero del Turismo, va in questa direzione. Il provvedimento punta a rafforzare l’infrastruttura digitale nazionale del turismo, riconoscendo che il futuro della competitività passa dalla capacità di gestire dati, servizi e relazioni in modo integrato.

Investire nel futuro del turismo

“TT2 segue la stessa strada indicata dalla nuova legge”, ha concluso Saroni davanti a una platea di imprenditori, investitori e rappresentanti delle istituzioni. “Investire in questo settore significa proteggere la competitività, i margini e i posti di lavoro qualificati. È una scelta industriale, prima ancora che finanziaria”.

Il fondo ha già iniziato a parlare con alcune startup italiane attive nei servizi digitali per hotel e operatori turistici, e conta di chiudere i primi investimenti entro sei mesi. L’obiettivo è chiaro: riportare l’Europa al centro della filiera turistica globale. Perché, come ha ribadito Saroni salutando i presenti, “la tecnologia non è più un accessorio: è il cuore del valore”.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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