Milano, 20 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la settimana con il segno meno. Questa mattina, lunedì 20 gennaio, i mercati hanno risentito delle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. A pesare, secondo gli esperti delle principali banche d’affari, sono state soprattutto le nuove minacce di Donald Trump sui dazi, legate alla controversa vicenda della Groenlandia.
Borse europee in rosso: i primi dati
Alle 9:00, gli indici principali hanno segnato cali importanti: Francoforte ha perso lo 0,85%, Londra lo 0,72%, e Parigi lo 0,71%. Anche Milano ha aperto in ribasso, seppur con una variazione più contenuta. Nelle sale trading di Piazza Affari e nelle altre piazze europee si respirava un “clima di incertezza” e una “volatilità in aumento”, con scambi molto cauti fin dall’avvio.
Un trader di una banca italiana di primo piano ha spiegato: “Gli investitori cercano di capire quali saranno le prossime mosse di Washington. Le parole di Trump sui dazi hanno riacceso i timori di un’escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti”.
Usa-Ue: la Groenlandia al centro della tensione
Il fulcro della questione è la posizione dell’ex presidente americano, che nelle ultime ore ha rilanciato l’ipotesi di nuovi dazi su prodotti europei. Secondo i media statunitensi, la motivazione sarebbe legata al mancato accordo sulla gestione delle risorse della Groenlandia, un territorio strategico su cui Washington e Bruxelles si scontrano da mesi.
Fonti diplomatiche europee hanno sottolineato: “La Groenlandia è un punto delicato per gli equilibri geopolitici e commerciali. Ogni parola pubblica può avere effetti immediati sui mercati”. Già ieri sera, le prime voci sulle intenzioni di Trump avevano fatto salire la volatilità nei future sugli indici europei.
Mercati in allerta: le reazioni degli operatori
Questa mattina diversi gestori hanno ribadito come il clima sui mercati resti fragile. “C’è molta prudenza – ha detto un analista finanziario milanese – perché la situazione è molto incerta. Gli investitori stanno riducendo l’esposizione su titoli ciclici e settori più esposti ai dazi”.
Anche i comparti automobilistico e del lusso, tradizionalmente sensibili alle tensioni commerciali transatlantiche, hanno subito vendite più forti della media. “Il rischio – ha aggiunto un gestore londinese – è che si apra una nuova fase di ritorsioni tariffarie, e questo pesa sulle valutazioni”.
Volatilità e attesa: la giornata dei mercati
La giornata si annuncia all’insegna della prudenza. Tutti guardano alle prossime mosse della Casa Bianca e alle risposte di Bruxelles. Nel frattempo, il clima resta teso: “Ogni tweet o dichiarazione può ribaltare tutto in pochi minuti”, ha confidato un broker di Parigi poco dopo l’apertura.
Secondo i dati Bloomberg, nelle prime due ore il volume degli scambi è stato inferiore alla media delle ultime settimane. Segno che molti investitori preferiscono attendere prima di muoversi.
Tensione alta in vista dei prossimi passi
Nelle prossime ore sono attesi interventi ufficiali sia dalla Commissione Europea sia dal Dipartimento del Commercio statunitense. Gli analisti non escludono nuovi scossoni sui listini, soprattutto se arriveranno dettagli sulle possibili misure tariffarie.
In questo scenario, la parola d’ordine resta prudenza. “Non c’è niente di certo – ha concluso un operatore tedesco – e il rischio di nuove tensioni è alto. Solo quando sarà chiaro il quadro politico e commerciale tra Usa ed Europa potremo vedere un po’ di stabilità sui mercati”.










