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Poste conquista il titolo di ‘Top Employer’ per il settimo anno di fila

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Poste conquista il titolo di 'Top Employer' per il settimo anno di fila
Poste conquista il titolo di 'Top Employer' per il settimo anno di fila
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Roma, 19 gennaio 2026 – Per il settimo anno di fila, Poste Italiane si conferma Top Employer. Il prestigioso riconoscimento, assegnato dal Top Employers Institute, premia l’azienda per le sue politiche e pratiche di gestione delle risorse umane. L’annuncio è arrivato questa mattina nella sede centrale di viale Europa, a ribadire la strategia di Poste Italiane, che punta su partecipazione, innovazione e valore condiviso.

Dipendenti protagonisti grazie all’innovazione

Nel rapporto del Top Employers Institute spicca la piattaforma digitale “Insieme – Connecting Ideas”. Lanciata nel 2024, questa strumento permette ai dipendenti di proporre e sviluppare idee innovative. Già usata da oltre 30mila lavoratori, è stata inserita nel Top Employers Best Practices Book per il suo ruolo chiave nella strategia ESG del gruppo e per come coinvolge attivamente il personale nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e piano industriale.

“Essere Top Employer per il settimo anno consecutivo dimostra la forte spinta all’innovazione che Poste Italiane ha messo in campo per valorizzare e far crescere le persone”, ha detto Matteo Del Fante, amministratore delegato. Del Fante ha sottolineato come l’azienda sia diventata più dinamica e attrattiva, soprattutto per i giovani talenti. Un segnale chiaro dell’impegno a investire sulle nuove generazioni e a creare un ambiente di lavoro aperto al cambiamento.

Valorizzare le persone è la priorità

Questo riconoscimento arriva in un momento in cui la qualità del lavoro e la crescita delle competenze sono al centro del dibattito pubblico. “La crescita professionale delle donne e degli uomini di Poste Italiane è al cuore della nostra cultura aziendale”, ha spiegato Giuseppe Lasco, direttore generale. Lasco ha aggiunto che la certificazione Top Employer premia l’abilità dell’azienda nel lanciare iniziative che stimolano il confronto e sostengono la crescita, garantendo al tempo stesso condizioni di lavoro migliori.

Negli ultimi dodici mesi, l’azienda ha avviato oltre 200 progetti interni dedicati a formazione, benessere e inclusione. Il 48% delle nuove assunzioni del 2025 riguarda under 30, mentre le donne rappresentano il 54% della forza lavoro totale. Numeri che, secondo i sindacati, segnano un netto cambiamento rispetto al passato.

Riconoscimenti internazionali e impegno ESG

La certificazione Top Employer 2026 si aggiunge ad altri premi recenti per Poste Italiane. Tra questi, la presenza nella classifica Equileap Gender Equality Eurozone 100, che premia le aziende più attente alla parità di genere in Europa, e l’inserimento nello Stoxx Global ESG Leaders Index, dedicato alle imprese più virtuose in tema ambientale, sociale e di governance.

Il Top Employers Institute, con sede ad Amsterdam, valuta ogni anno oltre 2.000 aziende in 120 Paesi. I criteri tengono conto di strategia HR, ambiente di lavoro, formazione, sviluppo della leadership e benessere dei dipendenti. Nel rapporto si legge che “il caso Poste Italiane è un esempio concreto di come l’innovazione possa entrare nei processi aziendali per generare valore diffuso”.

Sul territorio, un clima che cambia

L’effetto delle politiche HR di Poste Italiane si vede anche nelle filiali, da Torino a Palermo. I responsabili parlano di un clima più collaborativo e di una partecipazione più attiva alle iniziative interne. “Si sente più ascolto rispetto a qualche anno fa”, racconta una dipendente della sede di Napoli, “e le proposte di idee vengono prese sul serio”.

Per il 2026, il gruppo punta a nuovi investimenti su formazione digitale e programmi di welfare aziendale. L’obiettivo è rafforzare il ruolo sociale di Poste Italiane, mantenendo alta l’attenzione su sostenibilità e inclusione. Un percorso che, almeno secondo i dati diffusi oggi, sembra destinato a continuare senza rallentamenti.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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