Home Lavorare all'estero Opportunità imperdibili per l’Italia nel delicato contesto venezuelano
Lavorare all'estero

Opportunità imperdibili per l’Italia nel delicato contesto venezuelano

Share
Opportunità imperdibili per l'Italia nel delicato contesto venezuelano
Opportunità imperdibili per l'Italia nel delicato contesto venezuelano
Share

Caracas, 19 gennaio 2026 – Con la fine dell’era Maduro, il Venezuela si trova in un momento di attesa, tra speranze e dubbi. A raccontarlo è Alvaro Peressutti, presidente della Camera di Commercio Italo Venezuelana Cavenit, che abbiamo raggiunto a Caracas per fare il punto sulle prospettive del Paese e sulle possibilità per le imprese italiane. “Il Paese aspetta ancora, con grandi aspettative, ma resta scettico sui veri cambiamenti”, ha detto Peressutti, imprenditore metalmeccanico di origine friulana, a pochi giorni dalla svolta del 3 gennaio che ha segnato un nuovo capitolo nella storia venezuelana.

Cavenit, la spina dorsale degli affari italo-venezuelani

Fondata nel 1954, la Cavenit oggi conta 459 soci e una rete capillare, con sedi a Caracas e in sei regioni strategiche: Bolivar, Monagas, Aragua, Carabobo, Lara e Zulia. “Ci concentriamo sui settori industriali e commerciali che possono davvero crescere, tenendo conto della situazione economica attuale”, spiega Peressutti. La comunità imprenditoriale italiana, da sempre radicata in Venezuela, ha dato un contributo importante in settori chiave come il minerario, l’industria petrolifera, le costruzioni, l’agroalimentare e la trasformazione dei prodotti agricoli. Curiosità: il Venezuela è oggi tra i primi tre Paesi al mondo per consumo di pasta pro-capite, grazie anche alle imprese italiane.

La Camera punta a far conoscere e apprezzare le eccellenze alimentari italiane, puntando su qualità e tradizione. “Vogliamo far crescere la quota di mercato dei nostri prodotti, valorizzando le caratteristiche legate al territorio”, aggiunge Peressutti.

Dopo Maduro: imprese in attesa ma pronte

Il cambio politico del 3 gennaio ha acceso molte aspettative, difficili da misurare. “Si è creato un movimento che non si può più fermare”, osserva Peressutti. Ma la strada è ancora incerta: Delcy Rodriguez, presidente ad interim e figura di spicco del governo precedente, ha invitato l’amministrazione Trump a collaborare su una nuova agenda bilaterale. Tuttavia, “non è chiaro quali misure prenderanno né il governo venezuelano né gli Stati Uniti per garantire una transizione stabile verso una società più aperta e democratica”.

Le imprese italiane – una quindicina le grandi realtà ancora attive, tra cui Eni, Saipem, Trevi, Webuild-Astaldi e Ghella – continuano a lavorare, ma aspettano segnali di stabilità. “Dopo anni difficili, chi è rimasto lo ha fatto con grande forza”, racconta il presidente di Cavenit. Nel settore agricolo spiccano marchi come Landini e Maschio Gaspardo; nell’alimentare sono presenti quasi tutti i grandi nomi italiani: Barilla, De Cecco, Colavita, San Pellegrino e i pastifici storici di Gragnano.

Commercio in difficoltà, ma con qualche spiraglio

I rapporti economici tra Italia e Venezuela rispecchiano le turbolenze globali. Nel biennio 2023-2024 la produzione petrolifera venezuelana è risalita fino a un milione di barili al giorno, anche grazie a una maggiore flessibilità delle sanzioni Usa (Licenza generale 41). Questo ha aiutato la Banca Centrale a stabilizzare il bolivar. Ma dal 2025, con la nuova amministrazione americana, sono arrivate restrizioni più severe (licenze GL41A e 41B).

Le conseguenze si sono viste subito: nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni italiane verso il Venezuela sono calate del 32,9%, scendendo da 137 a 92 milioni di euro. Solo il settore dei mobili ha segnato un segno positivo (+44%), recuperando parte delle perdite degli anni passati. Le importazioni venezuelane in Italia invece sono salite a 222 milioni di euro (+2,3%). Il saldo commerciale resta però negativo per l’Italia: -129 milioni nei primi nove mesi del 2025, il peggior risultato degli ultimi cinque anni.

Il 2026 tra rischi e possibilità

Guardando avanti, Peressutti non nasconde le difficoltà. “L’industria venezuelana sfrutta solo una parte delle sue potenzialità”, spiega. C’è interesse per nuove tecnologie e macchinari italiani che possano dare nuova vita alla produzione locale. Ma la fuga di oltre otto milioni di venezuelani negli ultimi anni pesa, sia sulla forza lavoro che sulle rimesse.

Un ritorno dei professionisti emigrati potrebbe essere una risorsa preziosa per il Paese. L’Italia, con la sua rete di imprese ben radicata, può giocare un ruolo importante nella ripresa venezuelana. Ma tutto dipenderà dalle regole: “Servono garanzie chiare per tutelare gli investimenti e favorire nuove iniziative industriali e commerciali”, sottolinea Peressutti.

In questa direzione va anche l’agenda della nuova Assemblea Nazionale, guidata da Jorge Rodriguez: sono in corso i lavori su otto nuovi codici – dal penale all’elettorale – per rinnovare le leggi del Paese. Solo allora, forse, si potrà parlare davvero di una nuova stagione per il Venezuela e per le imprese italiane che continuano a credere nelle sue potenzialità.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.