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Ue, Assopannelli chiede chiarezza e rapidità sulla nuova proposta della Commissione Europea

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Ue, Assopannelli chiede chiarezza e rapidità sulla nuova proposta della Commissione Europea
Ue, Assopannelli chiede chiarezza e rapidità sulla nuova proposta della Commissione Europea
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Bruxelles, 16 gennaio 2026 – La Commissione europea ha deciso di togliere i dazi sui fertilizzanti, compresa l’urea. Una mossa che arriva nel mezzo delle discussioni sul Cbam (Carbon border adjustment mechanism), il meccanismo pensato per tagliare le emissioni di CO2 legate alle importazioni extra-UE. Il via libera a questa misura è stato dato ieri sera a Bruxelles, in un momento delicato, con le imprese europee in tensione nei confronti delle istituzioni comunitarie. Nel frattempo, si sta anche valutando una clausola che permetterebbe di sospendere il Cbam per urea e fertilizzanti se i costi diventassero troppo alti. Intanto, il settore legno-arredo italiano, attraverso Assopannelli di FederlegnoArredo, chiede chiarezza e tempi certi.

Cbam e dazi sui fertilizzanti: cosa cambia per le imprese

Il meccanismo Cbam è stato ideato per tassare le merci che producono molte emissioni di carbonio quando arrivano da fuori Europa. Tra queste ci sono anche i fertilizzanti e l’urea, che è fondamentale nella produzione di colle per pannelli in legno. La decisione della Commissione di eliminare i dazi su queste materie prime ha sollevato qualche dubbio tra gli operatori del settore.

Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli, ha spiegato che la quota di importazioni soggette a dazi è “molto piccola rispetto al totale delle forniture verso l’Ue”. In pratica, togliere i dazi non cambierà molto i costi per le aziende italiane. “L’impatto sarà praticamente marginale e non basterà a coprire i costi extra che arriveranno con il Cbam”, ha aggiunto Fantoni.

Dubbi sulle tempistiche e sulla clausola di sospensione

La Commissione sta anche pensando a una clausola per mettere in pausa il Cbam su urea e fertilizzanti se i costi diventassero troppo pesanti. Una proposta che, secondo Fantoni, “va nella giusta direzione”, ma che lascia ancora molte domande aperte. “Ci preoccupano soprattutto i tempi e come sarà applicata: serve chiarezza”, ha detto il presidente di Assopannelli.

Le imprese temono che questa incertezza possa bloccare investimenti e pianificazioni. Chiedono un confronto diretto con le istituzioni europee per trovare soluzioni più concrete. Tra le richieste più importanti c’è l’eliminazione di urea e fertilizzanti dal Cbam e la possibilità di diluire nel tempo l’entrata in vigore delle nuove regole.

Rimozione dei dazi: un beneficio limitato, ma i costi restano un problema

FederlegnoArredo fa sapere che la maggior parte delle importazioni di urea e fertilizzanti arriva da paesi che non erano soggetti ai dazi appena eliminati. Solo una piccola parte delle forniture era toccata da quelle tasse. Per questo, il vantaggio per le aziende italiane è piuttosto contenuto.

Il vero problema, dicono gli operatori, è il costo complessivo che il Cbam potrebbe far salire per le filiere produttive. Le aziende del legno-arredo, che usano l’urea per fare i pannelli, temono che i prezzi delle materie prime lievitino e che la loro competitività cali rispetto a concorrenti extra-Ue. “Speriamo in un confronto aperto con le istituzioni”, ha ribadito Fantoni, chiedendo anche che le nuove regole vengano introdotte con più gradualità.

Industria e istituzioni si preparano al confronto

Il dibattito sul Cbam resta acceso. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra rappresentanti delle aziende italiane e funzionari europei. L’obiettivo è trovare un punto d’incontro tra la necessità di tagliare le emissioni e quella di salvaguardare la competitività delle imprese europee.

“Serve una soluzione condivisa – ha concluso Fantoni – che tenga conto delle caratteristiche uniche delle nostre filiere”. Solo così il settore potrà guardare con più fiducia alle nuove regole europee su importazioni e sostenibilità.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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