Roma, 16 gennaio 2026 – Nel 2025 la raccolta di plasma in Italia ha toccato un nuovo record, superando le 919,7 tonnellate. È quanto emerge dal report del Centro Nazionale Sangue, che registra un aumento di oltre 11 tonnellate rispetto all’anno precedente. Per il secondo anno di fila, il sistema nazionale va oltre la soglia delle 900 tonnellate. Un risultato importante, che – come sottolinea la professoressa Luciana Teofili, direttore generale del Centro – “è il frutto dell’impegno di milioni di donatori volontari, delle associazioni e dei centri di raccolta del Servizio sanitario nazionale”.
Raccolta plasma in crescita: gli obiettivi superati
Il sistema italiano dimostra di reggere bene la pressione e di rispondere alle esigenze della popolazione. Nel 2025 sono stati raccolti 919,7 tonnellate di plasma, un dato che supera di oltre 11 tonnellate il risultato del 2024. “Abbiamo dimostrato di poter andare oltre gli obiettivi fissati”, ha spiegato la professoressa Teofili durante la presentazione dei dati. Il merito va soprattutto ai donatori volontari, che garantiscono un flusso costante e affidabile di sangue e plasma.
Autosufficienza ancora lontana: la sfida delle immunoglobuline
Nonostante i numeri in crescita, l’autosufficienza nazionale nel plasma resta un traguardo lontano. “La richiesta di farmaci plasmaderivati, in particolare di immunoglobuline, continua a salire”, ha ammesso Teofili. Negli ultimi dieci anni, la domanda di immunoglobuline è aumentata del 57%. Questo significa che, anche se la raccolta cresce, la domanda interna resta sempre più alta e difficile da soddisfare.
Verso l’indipendenza strategica: i passi avanti del 2025
Nel 2025 sono stati inviati all’industria farmaceutica 15,6 chili di plasma per mille abitanti per la produzione di medicinali plasmaderivati. Un passo avanti concreto verso l’obiettivo del Ministero della Salute: raggiungere i 18 chili per mille abitanti come primo traguardo per assicurare l’indipendenza nella produzione di questi farmaci. “Siamo sulla buona strada – commenta ancora Teofili – ma serve uno sforzo in più per colmare il divario che ci separa dall’autosufficienza”.
Donatori e associazioni: il cuore della raccolta
Dietro questi numeri ci sono storie vere e persone concrete. I donatori volontari, spesso giovani ma non solo, sono il motore del sistema. Le associazioni – AVIS, FIDAS, Croce Rossa – continuano a organizzare campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Nei centri trasfusionali di Milano, Roma e Napoli ogni giorno si presentano centinaia di persone: c’è chi arriva prima dell’alba, chi dopo il turno in ospedale. “Senza il loro contributo – ricorda Teofili – non sarebbe possibile raggiungere questi risultati”.
Prospettive e sfide per il futuro
Nonostante i progressi fatti nel 2025, restano alcune criticità. Il sistema italiano regge per la raccolta dei globuli rossi, ma la domanda crescente di farmaci plasmaderivati richiede una riflessione sulle strategie da adottare. Gli esperti concordano: bisogna rafforzare le campagne di informazione e investire nella formazione del personale sanitario. Solo così si potrà avvicinare l’obiettivo dei 18 chili per mille abitanti e garantire una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento dei farmaci essenziali.
In attesa dei dati definitivi per il primo trimestre 2026, il Centro Nazionale Sangue invita a non abbassare la guardia: “La donazione resta un gesto insostituibile”, conclude Teofili. Ogni sacca raccolta è una possibilità concreta di cura per migliaia di pazienti in tutta Italia.










