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Rimborsi lampo: Consulcesi accelera sui diritti delle ferie non godute

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Rimborsi lampo: Consulcesi accelera sui diritti delle ferie non godute
Rimborsi lampo: Consulcesi accelera sui diritti delle ferie non godute
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Roma, 15 gennaio 2026 – Tempi più veloci, accordi anticipati e pagamenti immediati: così, negli ultimi mesi del 2025, i procedimenti per il riconoscimento delle ferie non godute nel pubblico impiego hanno cambiato passo. A confermarlo sono i dati raccolti tra dicembre e gennaio, che mostrano una netta accelerazione, soprattutto nel settore sanitario e tra i dipendenti della Pubblica amministrazione al termine del loro incarico.

Ferie non godute, procedure più rapide e accordi lampo

Verso la fine di dicembre, due cause avviate da Consulcesi & Partners davanti ai tribunali di Roma e Piacenza si sono concluse con un accordo: oltre 55.000 euro di indennizzi riconosciuti ai lavoratori, più 8.000 euro di spese legali, tutto in meno di un anno dall’inizio delle cause. A Roma, il procedimento si è chiuso in poco più di sette mesi, con un rimborso vicino ai 37.000 euro. Per gli avvocati coinvolti, questo segna un cambio di marcia: “Questi casi mostrano come la battaglia sulle ferie non godute sia arrivata a una fase matura”, ha spiegato Bruno Borin, capo del team legale di Consulcesi & Partners.

Giustizia più chiara, amministrazioni più inclini a chiudere

Perché questa accelerazione? Semplice: c’è una giurisprudenza ormai stabile e problemi organizzativi ben noti che spingono le amministrazioni a evitare cause destinate a perdere. “La combinazione tra sentenze ormai consolidate e carenze interne spinge le amministrazioni a chiudere le controversie in fretta”, ha detto Borin, che segue i lavoratori tramite lo sportello online www.ferienongodute.it. In pratica, il rischio di dover pagare comunque – e spesso anche di più – ha aumentato le soluzioni amichevoli.

Oltre 2.000 sentenze nel 2025: la spinta è tutta per i lavoratori

Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio: nel 2025 sono state pubblicate circa 2.090 sentenze sulle ferie non godute, quasi sempre a favore dei dipendenti pubblici. Questo numero ha ridotto i tempi delle cause e fatto crescere gli accordi tra le parti. Secondo Consulcesi & Partners, solo nel 2025 hanno seguito decine di casi risolti positivamente, sia in tribunale che fuori, per un totale di oltre 383.000 euro pagati a medici, infermieri e dipendenti pubblici.

Un principio chiaro: la prova spetta all’amministrazione

Dietro a questo cambiamento c’è una regola ormai chiara: spetta all’Amministrazione dimostrare di aver dato la possibilità di prendere le ferie. Se non ci sono prove solide – come documenti che mostrino che il dipendente poteva usare i giorni di riposo – scatta automaticamente il diritto all’indennizzo quando finisce il rapporto di lavoro. Così, il contenzioso sulle ferie non godute sta passando da guerra legale a questione di gestione interna.

Sanitari in prima linea: ferie negate per esigenze di servizio

Il settore sanitario è il più colpito. Medici, infermieri e operatori spesso non riescono a prendere ferie per esigenze di servizio, turni lunghi o mancanza di personale. “Non è raro che ci arrivino segnalazioni di lavoratori che accumulano settimane o mesi di ferie mai godute”, ha raccontato uno degli avvocati coinvolti. In questi casi, la liquidazione dell’indennità non è solo un diritto, ma anche un modo per compensare anni di lavoro senza pause.

Dalla sentenza al pagamento: pochi mesi per chiudere

I casi chiusi a fine 2025 sono l’esempio più chiaro della nuova tendenza: dalla sentenza al pagamento bastano spesso pochi mesi. Una velocità impensabile fino a poco tempo fa, soprattutto per chi ha conosciuto la lentezza della giustizia italiana. Oggi, però, la situazione è cambiata: “Il contenzioso sulle ferie non godute è diventato prevedibile e più facile da gestire”, ha confermato Borin.

Il nodo resta la gestione interna della Pubblica amministrazione

Resta però il problema organizzativo per le amministrazioni pubbliche, che devono ora rivedere le loro procedure per evitare nuovi contenziosi. Gli esperti legali sono chiari: “Serve una gestione più attenta delle ferie e una documentazione precisa”, dicono negli studi che seguono i ricorsi. Solo così – forse – si potrà davvero ridurre questo fenomeno.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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