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Fater rivoluziona il mondo del lavoro con la strategia ‘People first’

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Fater rivoluziona il mondo del lavoro con la strategia 'People first'
Fater rivoluziona il mondo del lavoro con la strategia 'People first'
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Pescara, 13 gennaio 2026 – Fater, protagonista nel settore dei prodotti per l’igiene della casa e della persona, ha deciso di mettere la sicurezza sul lavoro al centro della sua attività. Non si tratta solo di seguire regole e protocolli. “La sicurezza è parte di chi siamo”, ha detto il direttore delle risorse umane, Marco Di Carlo, durante un incontro con i dipendenti nella sede di via Volta a Pescara, lunedì mattina. Questa iniziativa fa parte del più ampio programma “People first”, che punta su ascolto, formazione e attenzione reale al benessere di chi lavora in azienda.

“People first”: ascoltare e valorizzare chi lavora

Per Fater prendersi cura delle persone è il vero motore dell’innovazione. “Non basta rispettare le leggi”, ha spiegato Di Carlo, “vogliamo creare un ambiente dove ognuno si senta coinvolto e responsabile”. Il programma “People first”, avviato nel 2024, interessa più di 1.500 dipendenti tra gli stabilimenti di Pescara e Campochiaro (Campobasso). L’obiettivo è chiaro: evitare gli incidenti sul lavoro e diffondere una cultura della sicurezza che parta dal basso, da chi lavora ogni giorno.

Formazione costante e regole ben chiare

La formazione è uno dei punti fermi del progetto. Ogni anno si tengono corsi su sicurezza, gestione delle emergenze e prevenzione dei rischi. Nel 2025, secondo i dati interni, sono state fatte oltre 4.000 ore di formazione, con una partecipazione che supera il 95%. “Abbiamo deciso di investire senza sosta”, racconta Francesca Lolli, responsabile della sicurezza. “Solo così le regole non restano parole su carta, ma diventano parte della routine”. Nei reparti produttivi, cartelli ben visibili ricordano le norme base: usare i dispositivi di protezione, segnalare subito ogni problema, rispettare le pause.

I lavoratori protagonisti

Un altro punto importante è il coinvolgimento diretto dei dipendenti. Ogni mese ci sono incontri tra responsabili della sicurezza e rappresentanti dei lavoratori per raccogliere segnalazioni e idee. “A volte basta un piccolo cambiamento per rendere più sicuro un posto di lavoro”, spiega Antonio Rossi, operaio con vent’anni di esperienza. “Qui ci ascoltano davvero”. Nel 2025, l’azienda ha messo in pratica più di 30 suggerimenti arrivati proprio dal personale.

I risultati parlano chiaro

I numeri confermano che la strada è quella giusta. Nel 2025, il tasso di infortuni negli stabilimenti Fater è calato del 18% rispetto all’anno prima. E non è tutto: un sondaggio tra i dipendenti fatto a novembre mostra che l’87% si sente “più sicuro” rispetto al passato. “Non vogliamo fermarci qui”, dice Di Carlo. “Vogliamo rafforzare ancora di più la cultura della prevenzione”.

La sicurezza oltre la fabbrica

L’impegno di Fater va oltre i cancelli degli stabilimenti. L’azienda partecipa a campagne di sensibilizzazione nelle scuole superiori di Abruzzo e Molise, con incontri su prevenzione degli incidenti domestici e gestione delle emergenze. Nel 2025, più di 600 studenti hanno preso parte a laboratori pratici organizzati insieme alla Croce Rossa locale. “La sicurezza è un valore da portare anche fuori dal lavoro”, spiega Lolli.

Le persone al centro, una scelta vincente

In un mercato sempre più agguerrito, puntare sulle persone è, secondo i vertici di Fater, un vantaggio concreto. “Mettere i lavoratori al centro significa anche migliorare la qualità dei prodotti e rafforzare il legame con il territorio”, conclude Di Carlo. Serve impegno e investimenti continui, ma i risultati si vedono, sia in termini di sicurezza che di clima aziendale.

Così, con corsi, incontri e attenzione ai piccoli dettagli, Fater prova a costruire un modello dove la sicurezza non è solo un obbligo, ma una scelta condivisa. Passo dopo passo, con le persone sempre in primo piano.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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