Roma, 12 gennaio 2026 – Tre candidati, tre idee diverse per il futuro dei commercialisti romani. Claudio Miglio, Andrea Borghini e Federico de Stasio si preparano a sfidarsi nelle elezioni per la presidenza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, in programma il 15 e 16 gennaio. In palio non c’è solo la guida dell’Ordine, ma anche la composizione del Consiglio, del collegio dei revisori e del Comitato pari opportunità. Tra i temi caldi: intelligenza artificiale, nuove generazioni e aggregazione professionale.
Miglio: rilanciare la professione e costruire una “casa comune”
Claudio Miglio, in corsa con la lista “Insieme per Roma”, punta a “dare nuovo valore alla professione del dottore commercialista e dell’esperto contabile, riconoscendone il ruolo sociale e proteggendone la dignità”. Docente di economia aziendale alla Niccolò Cusano e alla Luiss, Miglio ha raccontato di essere stato scelto come candidato dopo un incontro con colleghi a giugno. “È una sfida impegnativa – ha detto – ma già dedico molto tempo alla categoria. Vorrei restituire ai colleghi i valori che mi hanno guidato fin qui”.
Al centro del suo programma c’è il supporto ai giovani professionisti, con una formazione aggiornata e incentivi per chi entra nel mestiere. “All’inizio è dura, molti si scoraggiano – ha spiegato – dobbiamo intervenire su questo”. Miglio ha poi messo l’accento sulle pari opportunità, parlando di misure concrete per le colleghe in maternità e un welfare più attento. “Inclusione, equità, giovani nelle commissioni: questa è la nostra idea di ordine”, ha aggiunto.
Importante anche il rapporto con il Consiglio nazionale: “Siamo uno dei due ordini più grandi d’Italia, dobbiamo pesare nelle scelte strategiche. Il legame con il presidente nazionale Elbano de Nuccio ci aiuta a essere protagonisti”. Sul fronte della digitalizzazione, Miglio promette di “guidare la professione verso la nuova era tecnologica”, senza lasciare indietro nessuno. Sull’intelligenza artificiale è netto: “Non ci toglierà il lavoro se saremo noi a gestirla. Con formazione e osservatori dedicati, guideremo noi il cambiamento”.
Borghini: guardare lontano e stare vicino al territorio
Andrea Borghini, della lista “Impegno per la professione”, sottolinea che la categoria è “in continuo movimento” e serve una “visione a lungo termine”, capace di immaginare come sarà il mestiere tra dieci anni. Con un lungo passato nell’Ordine, da segretario e presidente della Fondazione Telos, Borghini punta sulla continuità con il Consiglio uscente. “Essere presidente significa non solo dedicare tempo e risorse, ma assumersi responsabilità”, ha detto.
Per lui, il futuro è una professione “più specializzata, con alto valore aggiunto”, che sappia usare le nuove tecnologie e rafforzare i legami tra colleghi. Il rapporto con Roma è fondamentale: “Roma è una città complicata, con una categoria diversificata. Dobbiamo aiutare i colleghi nelle difficoltà quotidiane, anche nel confronto con la pubblica amministrazione”. Borghini ha ricordato gli sportelli gratuiti attivati per i cittadini e l’importanza di tornare a incontrarsi di persona dopo la pandemia.
Il messaggio finale è chiaro: “Serve un gruppo unito, con una strategia condivisa per affrontare i cambiamenti che ci aspettano. La professione tra dieci anni sarà diversa da oggi: lavoriamo insieme per costruirla”.
De Stasio: intelligenza artificiale e nuova aggregazione
Federico de Stasio, in corsa con la lista “Orizzonte Comune”, mette al centro la sfida dell’intelligenza artificiale e la necessità di ampliare le competenze dei commercialisti. “La situazione è complessa e serve una cassetta degli attrezzi aggiornata – ha detto – non è la professione a essere in crisi, ma il modo in cui si lavora”. Iscritto all’Ordine dal 1994, de Stasio ha già avviato corsi sull’IA con esperti esterni.
Secondo lui, lo spazio per i singoli studi si sta riducendo e la sopravvivenza richiede nuove forme di collaborazione. “Serve spazio per idee nuove su come unirsi – ha spiegato – bisogna imparare nuove abilità, la tecnologia sta cambiando tutto all’improvviso”. Il passo della tecnologia è così veloce che spesso la categoria non riesce a stare al passo.
De Stasio immagina per Roma un ruolo da protagonista: “La città deve diventare il centro della formazione scientifica e del dibattito della categoria, un punto di riferimento nazionale per l’innovazione”.
Tra tradizione e innovazione, una sfida aperta
Le elezioni dell’Ordine dei Commercialisti di Roma segnano un momento decisivo per una categoria chiamata a confrontarsi con sfide inedite: dalla digitalizzazione all’aggregazione degli studi, dal sostegno ai giovani all’inclusione. I tre candidati portano visioni diverse, ma convergono su un punto: il futuro della professione passa dalla capacità di cambiare senza perdere la propria identità e unità. Ora tocca agli iscritti decidere. Le urne apriranno tra pochi giorni, in una Roma che resta laboratorio nazionale per i commercialisti italiani.










