Trieste, 10 gennaio 2026 – Ieri sera, in collegamento video dal Teatro Miela di Trieste, Marco Bellocchio ha raccontato la nascita di “Bella addormentata”, il film girato in Friuli Venezia Giulia ispirato alla storia di Eluana Englaro. L’appuntamento è stato la presentazione della mostra fotografica “25 anni di Fvg Film Commission, un racconto per immagini di film girati in regione”, aperta fino al 27 febbraio alla Casa del Cinema. In sala, tra gli altri, c’era anche Pier Giorgio Bellocchio.
Bellocchio: il film nasce dall’indignazione
“Il primo impulso è stato l’indignazione”, ha spiegato Bellocchio, ricordando come la voglia di fare il film sia nata da una reazione politica. “Mi sembrava assurdo che, per salvare questa povera ragazza già morta da 17 anni – almeno io la vedevo così – la maggioranza politica, allora guidata da Berlusconi, preparasse in fretta e furia una legge per bloccare quella che chiamavano ‘esecuzione’”, ha detto il regista. Parlava del tentativo del governo di impedire l’interruzione della nutrizione artificiale a Eluana Englaro, un caso che ha spaccato l’Italia tra il 2008 e il 2009.
Bellocchio ha visto in quella vicenda “un abbassamento della maggioranza, in nome di un principio che mirava a compiacere una parte conservatrice e reazionaria della Chiesa”. Secondo lui, la Chiesa insisteva per tenere in vita Eluana, “che ormai era solo una larva”. Parole dure, pronunciate con calma ma senza esitazioni. Il regista ha sottolineato che il film non voleva essere solo “un manifesto di protesta”, ma un racconto complesso, con personaggi diversi e contrapposti che affrontano scelte difficili.
Le riprese in Friuli Venezia Giulia
Le scene di “Bella addormentata” sono state girate proprio in Friuli Venezia Giulia, una regione che negli ultimi venticinque anni ha visto crescere la sua importanza nel cinema grazie alla Fvg Film Commission. Bellocchio ha ricordato quei giorni sul set: “Non mi pare che i cattolici più duri abbiano provato a fermarci”. Questo, secondo il regista, ha permesso di lavorare con tranquillità, nonostante il tema delicato.
La mostra fotografica inaugurata ieri racconta con immagini la varietà di produzioni che hanno scelto il territorio friulano. Scatti che mostrano non solo i film, ma anche il legame tra cinema e paesaggio locale. Un viaggio tra generi e storie che mette in luce quanto il Friuli Venezia Giulia sia diventato un punto di riferimento nel cinema italiano.
Un film fatto di contrasti e dilemmi morali
“Il film è costruito su contrasti forti”, ha detto Bellocchio. “Ci sono molti cambiamenti e scelte in gioco”. In “Bella addormentata” – uscito nel 2012 e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia – la storia di Eluana Englaro diventa il punto di partenza per riflettere sulla libertà personale, il diritto a decidere per sé e il ruolo delle istituzioni. Il regista ha voluto raccontare la complessità del dibattito italiano su temi etici e religiosi, evitando semplificazioni.
Nel film, diversi personaggi si confrontano con le proprie idee e paure. Alcuni sono contro la fine delle cure, altri appoggiano la famiglia Englaro. È una narrazione corale, dove nessuna posizione viene derisa o esaltata. Così emerge la difficoltà di prendere una posizione su questioni di vita o di morte.
Il legame con il Friuli e il futuro
Bellocchio ha chiuso il suo intervento ringraziando per l’accoglienza ricevuta in Friuli Venezia Giulia durante le riprese. “Mi piacerebbe tornare a lavorare qui”, ha detto. “Ma serve una storia che abbia a che fare con il territorio”. Una porta aperta, insomma, che lascia spazio a nuovi progetti in regione.
La mostra alla Casa del Cinema resterà aperta fino al 27 febbraio. Un’occasione per scoprire, attraverso le immagini, il ruolo sempre più importante del Friuli Venezia Giulia come set naturale per il cinema italiano e internazionale. E per tornare a riflettere su storie come quella di Eluana Englaro, che hanno segnato il dibattito pubblico degli ultimi anni.










