Kiev, 8 gennaio 2026 – Questa mattina, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato su X i nuovi attacchi russi al settore energetico nelle zone di Dnipro e Zaporizhzhia. Le esplosioni delle ultime ore hanno lasciato migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento proprio nel cuore dell’inverno, peggiorando una situazione già difficile. “Non c’è alcuna giustificazione militare per colpire infrastrutture civili”, ha scritto Zelensky, accusando Mosca di voler “spezzare l’Ucraina” colpendo direttamente i civili.
Infrastrutture energetiche nel mirino: attacchi all’alba
Le esplosioni sono scoppiate intorno alle 5 del mattino, ora locale, in vari distretti di Dnipro e Zaporizhzhia. Le autorità ucraine parlano di raid contro centrali elettriche e linee di distribuzione, che hanno causato blackout diffusi. Già all’alba, squadre di tecnici sono scese in campo per cercare di riportare la corrente. “La luce è tornata quasi ovunque nella regione di Zaporizhzhia”, ha detto Zelensky, precisando però che “i lavori continuano” a Dnipro per ristabilire la situazione.
Zelensky lancia un appello urgente ai partner internazionali
Nel suo messaggio, il presidente ha chiesto un intervento deciso alla comunità internazionale, parlando di una strategia calcolata per “tormentare” la popolazione civile. “Dobbiamo mantenere al massimo il sostegno alla nostra resilienza e ogni forma di aiuto allo Stato”, ha detto, rivolgendosi soprattutto ai governi occidentali affinché non rallentino l’invio di sistemi e attrezzature di difesa aerea. Zelensky ha sottolineato che le trattative diplomatiche in corso non possono essere una scusa per ritardare gli aiuti militari necessari a salvare vite.
La vita nelle città colpite: blackout e freddo pungente
Nelle zone colpite, la notte è passata tra blackout improvvisi e temperature sotto lo zero. A Dnipro, molti abitanti hanno raccontato di ore trascorse al buio, senza riscaldamento né acqua calda. “Abbiamo acceso candele e ci siamo coperti con tutto quello che avevamo”, racconta Olena, 47 anni, dalla periferia nord. Le scuole in diversi quartieri sono rimaste chiuse, mentre le autorità locali hanno attivato punti di accoglienza per le famiglie più in difficoltà.
La strategia russa dietro gli attacchi
Colpire le infrastrutture energetiche è una tattica già vista nei mesi scorsi: mettere sotto pressione la popolazione e il governo di Kiev. Secondo fonti militari ucraine, solo nell’ultima settimana ci sono stati almeno sette raid contro impianti nel sud-est del Paese. Mosca non ha rilasciato commenti ufficiali sugli ultimi attacchi, ma ha ribadito più volte che le operazioni continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi.
La risposta del mondo e le prossime mosse
La comunità internazionale segue con attenzione l’evolversi degli eventi. Fonti europee confermano che nei prossimi giorni a Bruxelles si terrà una riunione straordinaria per discutere nuove misure di sostegno all’Ucraina, soprattutto sul fronte della difesa aerea. Gli Stati Uniti, per bocca del portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller, hanno ribadito che “proteggere i civili resta una priorità” e che continueranno a fornire assistenza militare a Kiev.
Tra riparazioni e paura, la vita continua a tremare
Mentre i tecnici lavorano senza sosta per sistemare le reti elettriche, la tensione tra la popolazione non cala. “Viviamo nell’incertezza ogni giorno”, confida Viktor, pensionato di Zaporizhzhia. “Non sappiamo quando tornerà la luce o se dovremo abbandonare le nostre case”. Una vita segnata da allarmi antiaerei e interruzioni improvvise, in un inverno che non dà tregua.










