Caracas, 8 gennaio 2026 – Il governo venezuelano ha dato il via ieri a un negoziato ufficiale con gli Stati Uniti per la vendita di petrolio, segnando una svolta importante dopo anni di tensioni e sanzioni. La notizia è arrivata da un comunicato della compagnia statale Pdvsa, che ha confermato l’inizio del dialogo e ha spiegato le condizioni di massima dell’intesa.
Venezuela e Stati Uniti: torna il commercio del petrolio
Nel comunicato di Pdvsa si legge che questo negoziato si basa su accordi simili a quelli già in corso con altre società straniere, come la statunitense Chevron. “Si tratta di un’operazione strettamente commerciale, che rispetta legalità, trasparenza e vantaggi reciproci”, si sottolinea. Per ora, però, nessuno ha specificato quante barili di greggio saranno coinvolti o quando partiranno le forniture.
Fonti vicine a Nicolás Maduro spiegano che questa trattativa vuole rilanciare le esportazioni verso il mercato americano, dopo anni di isolamento causati dalle sanzioni di Washington. “Stiamo cercando di riportare i rapporti commerciali alla normalità”, ha detto un funzionario del ministero del Petrolio, che ha preferito restare anonimo.
Un momento delicato per il mercato energetico
Il dialogo tra Caracas e Washington arriva in un momento complesso per l’energia a livello mondiale. Gli Stati Uniti da tempo valutano di allentare alcune restrizioni sulle importazioni di petrolio venezuelano, soprattutto dopo la crisi scatenata dalla guerra in Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento da altri Paesi produttori. Secondo diversi analisti, questa mossa potrebbe essere il primo passo verso una revisione graduale delle sanzioni, anche se al momento non ci sono cambi ufficiali.
“Il Venezuela ha bisogno di liquidità e di tornare sui mercati internazionali”, spiega l’economista Luis Oliveros, dell’Universidad Central de Venezuela. “Gli Stati Uniti cercano fonti alternative per diversificare le loro forniture energetiche”. Ma il clima resta prudente: nessuno dei due governi ha parlato di un ritorno alla normalità nei rapporti diplomatici.
Il precedente Chevron e cosa aspettarsi
Non è la prima volta che il Venezuela apre a intese con compagnie americane. Nel novembre 2022, la Casa Bianca aveva concesso a Chevron una licenza speciale per riprendere alcune attività estrattive in Venezuela, a patto che parte dei ricavi fosse destinata a programmi umanitari. Da allora, secondo Pdvsa, la produzione è salita a circa 800mila barili al giorno, ancora lontana dai livelli di un tempo.
Il nuovo negoziato con gli Stati Uniti potrebbe spingere Caracas a incrementare produzione ed esportazioni, ma restano molti punti da chiarire. “Serve trasparenza sulle modalità di pagamento e sulle garanzie legali”, avverte un dirigente del settore energetico venezuelano. Le trattative, dicono fonti diplomatiche, sono riservate e coinvolgono anche rappresentanti del Tesoro americano.
Reazioni dentro e fuori il Venezuela
La notizia ha acceso un acceso dibattito in Venezuela. L’opposizione ha criticato la mancanza di trasparenza e chiesto che il Parlamento abbia voce in capitolo. “Non possiamo accettare accordi senza controllo parlamentare”, ha detto il deputato Juan Pablo Guanipa. Il governo, dal canto suo, ha ribadito che ogni passo sarà fatto “nel rispetto della sovranità nazionale”.
A livello internazionale, gli osservatori attendono sviluppi concreti prima di tirare conclusioni. Il think tank americano Council on Foreign Relations parla di “un segnale di pragmatismo” da parte di entrambi i governi, ma sottolinea che non significa ancora una svolta politica.
Cosa succederà adesso
Al momento, nessuno ha svelato i dettagli tecnici dell’accordo né quando potrebbe essere firmato. Le parti hanno detto solo che il dialogo andrà avanti nelle prossime settimane. Intanto, il prezzo del petrolio venezuelano resta stabile sui mercati, intorno ai 65 dollari al barile.
Solo con il tempo si potrà capire davvero che impatto avrà questo negoziato tra Venezuela e Stati Uniti sul mercato mondiale dell’energia e sulla situazione interna del Paese. Per ora, la partita resta aperta.









