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Il ricambio generazionale nelle Pmi: affrontare la sfida del mercato del lavoro in evoluzione

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Il ricambio generazionale nelle Pmi: affrontare la sfida del mercato del lavoro in evoluzione
Il ricambio generazionale nelle Pmi: affrontare la sfida del mercato del lavoro in evoluzione
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Milano, 7 gennaio 2026 – In un’Italia che invecchia e cambia, il mercato del lavoro delle piccole e medie imprese si trova davanti a un bivio. Da un lato cresce la presenza di lavoratori over 50, dall’altro il ricambio generazionale fatica a decollare. È quanto emerge dall’ultima indagine di I-Aer, Institute of Applied Economic Research, che ha coinvolto 541 imprenditori in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, offrendo un quadro chiaro di un tessuto produttivo in lenta trasformazione.

Over 50 in aumento: il ricambio generazionale resta un miraggio

I dati di I-Aer mostrano che negli ultimi tre anni la quota di lavoratori con più di 50 anni è rimasta stabile in più della metà delle pmi italiane, mentre è salita in una su quattro. Solo il 25% delle imprese ha una maggioranza di under 50. Il 15% dichiara che gli over 50 superano la metà della forza lavoro. “Il mondo del lavoro rispecchia due fenomeni strutturali: l’allungamento dell’aspettativa di vita e la crisi demografica”, spiega l’avvocato Riccardo Maraga, partner dello studio Ughi e Nunziante. “Si fanno meno figli, si vive più a lungo: le aziende ne risentono”.

Pensioni, fuga di giovani e nuove tecnologie: il mix che cambia il lavoro

A influire sul quadro sono anche le politiche pensionistiche che hanno portato ad alzare l’età per andare in pensione. “Ora si resta in azienda più a lungo”, sottolinea Maraga. Ma non è tutto: “I giovani che emigrano verso altri Paesi europei e l’arrivo dell’intelligenza artificiale rendono più facile sostituire i profili junior”. Nel 2024, gli occupati in Italia sono aumentati di 352mila, ma oltre l’80% di questi sono persone con più di 50 anni. Nel frattempo, quasi 156mila italiani hanno lasciato il Paese, metà dei quali giovani laureati.

Formazione e incentivi: la strada per non perdere terreno

Per evitare che l’invecchiamento della forza lavoro si traduca in un calo di competitività, Maraga indica una via chiara: “Bisogna puntare sulla formazione continua, anche usando i Fondi interprofessionali”. La legge di Bilancio 2026 introduce la detassazione sugli aumenti contrattuali, ma secondo l’esperto “servono interventi strutturali per rendere i salari più appetibili e trattenere i giovani”. I più giovani chiedono anche un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata: “Servono politiche che sostengano la genitorialità e la flessibilità sul lavoro”.

Tra norme e ostacoli: il nodo dell’apprendistato e del periodo di prova

L’alta presenza di lavoratori senior non è frutto di favoritismi. “L’età è considerata un motivo di discriminazione”, osserva Vincenzo Fabrizio Giglio, partner dello studio Lexia. Le poche misure dedicate agli over 50 riguardano l’esclusione dai limiti sui contratti a termine e strumenti come l’isopensione. Secondo Giglio, la vera resistenza al ricambio sta nei costi che le aziende vedono nell’inserire giovani: formazione lunga, rischio di licenziamenti dopo il periodo di prova, e la maggior voglia di cambiare dei giovani.

“L’apprendistato potrebbe essere la chiave per l’occupazione giovanile se si liberasse dai troppi formalismi”, suggerisce Giglio. “Le aziende sane oggi fanno fatica a trovare e tenere risorse valide. Sarebbero utili incentivi già all’inizio di un percorso professionale”.

Donne e lavoro over 50: una sfida di parità ancora aperta

L’indagine I-Aer mette in luce anche un aspetto di genere: metà delle pmi non vede differenze tra uomini e donne over 50, ma una su cinque segnala un vantaggio per i lavoratori maschi. Le ragioni? Minore disponibilità delle donne a lavorare a tempo pieno, pregiudizi legati all’età e reti professionali meno solide. Laura Basili, fondatrice di Women at Business, sottolinea: “Creare spazi dove generazioni diverse possano dialogare è una tendenza in crescita. Il talento non ha né età né genere”.

Esperienze a confronto: tra tradizione e innovazione

Michela Pancaldi, ceo di Tecnocupole Pancaldi, parla del ricambio generazionale come “una sfida e un’opportunità”. “Solo valorizzando l’esperienza dei senior e dando ai giovani occasioni concrete – stage, alternanza scuola-lavoro – si può unire innovazione e crescita sostenibile”. Francesca Cerruti di ab medica punta sull’incontro tra competenze senior e nuove energie: “L’esperienza condivisa accelera l’innovazione”.

Dall’altra parte c’è Kampaay, startup di eventi aziendali con un’età media di 34 anni. Il ceo Daniele Arduini spiega: “Abbiamo scelto di affidare responsabilità importanti ai giovani oggi. Non è incoscienza, è strategia. L’esperienza serve, ma senza la spinta delle nuove generazioni non c’è evoluzione”.

Il mercato del lavoro italiano cerca il suo equilibrio

L’indagine I-Aer disegna un mercato del lavoro italiano che sta cercando un equilibrio tra continuità ed evoluzione. La vera sfida per le pmi sarà riuscire a valorizzare sia l’esperienza dei lavoratori senior sia il potenziale dei giovani, puntando su formazione, inclusione e politiche attive per trattenere i talenti in Italia. Un percorso lungo, che richiederà scelte coraggiose, ma ormai è l’unica strada per garantire competitività e crescita al nostro sistema produttivo.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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