Napoli, 7 gennaio 2026 – Da Forcella a Sydney, passando per Tokyo, Londra e ora anche l’Australia: la storia de L’Antica Pizzeria da Michele continua a scrivere nuovi capitoli. A raccontarlo è Alessandro Condurro, amministratore delegato e quinta generazione della famiglia, che annuncia per il 2026 l’apertura di altri 15 locali nel mondo. Un’espansione che, dice, si basa sulla trasmissione del saper fare dei pizzaioli e sull’uso di ingredienti campani, senza farsi fermare dai dazi internazionali.
2025, un anno da record
Il 2025 è stato, secondo Condurro, “un anno pieno di soddisfazioni”. Dodici nuove aperture in dodici mesi – l’ultima proprio a Sydney, pochi giorni fa – hanno portato il gruppo a contare 80 locali attivi nel mondo. “Abbiamo vinto premi, i fatturati sono saliti e la nostra rete logistica ha coinvolto nuove aziende”, spiega l’ad. Ma non sono solo i numeri a contare. “Con noi lavorano tante imprese, e questo è ciò che conta davvero. Quando la nostra azienda va bene, ne beneficia tutto il sistema”.
Oltre mille persone al lavoro
La crescita ha portato anche un aumento dell’occupazione. “La società di servizi ‘Michele in the World’ conta una ventina di dipendenti”, precisa Condurro. In Campania il gruppo impiega più di 180 persone, mentre nel mondo si arriva a superare i mille lavoratori. Un segno chiaro di come una realtà nata a Forcella nel 1870 sia diventata un marchio globale del food made in Italy.
Il vero segreto? Formazione e ingredienti di qualità
Qual è la ricetta del successo? Condurro non ha dubbi: “Il saper fare è tutto. I nostri maestri pizzaioli viaggiano tutto l’anno per insegnare ai nostri partner come stendere, farcire e cuocere la pizza”. Un lavoro costante, con ispettori che controllano ogni dettaglio, per mantenere gli standard ovunque. “Solo così – sottolinea – possiamo portare la tradizione ovunque”.
Ma non basta la tecnica. “L’altro elemento fondamentale sono gli ingredienti”, aggiunge. Il fior di latte di Agerola, la farina, il pomodoro: gli stessi prodotti che usiamo a Forcella arrivano anche a Dubai, Tokyo e Sydney. “Garantiamo una pizza che è al 90-95% quella di Napoli”, dice con orgoglio.
Dazi Usa? La qualità non si tocca
Negli ultimi mesi i dazi Usa hanno creato qualche preoccupazione nel settore agroalimentare italiano. Condurro però non si fa prendere dal panico: “I prezzi sono saliti, come successe con la Brexit in UK. Nel breve periodo si sente, ma poi le cose si sistemano”. La priorità resta la qualità. “Non ci adattiamo alle logiche di mercato, anche se questo significa far pagare qualcosa in più la pizza. Gli Stati Uniti sono un mercato che spende, bisogna solo far capire che è un prodotto di alta qualità”.
2026, un anno di nuove sfide
Il 2026 parte con il piede giusto. “Ripartiamo subito: a gennaio apriamo a Perugia, poi Breslavia in Polonia e San Paolo in Brasile”, annuncia Condurro. In tutto sono in programma altre 15 aperture. Ma il gruppo guarda anche alla produzione. “Stiamo pensando di investire in una fabbrica di pomodori o in un caseificio”, svela l’ad.
Nonostante sia ormai un colosso globale, la famiglia Condurro mantiene uno spirito stretto e familiare. “Siamo una grande famiglia, ci conosciamo tutti e ci sosteniamo a vicenda. Forse è questo il vero segreto della nostra crescita”, conclude.
L’Antica Pizzeria da Michele si conferma così ambasciatrice della pizza napoletana nel mondo, tra tradizione e innovazione, senza mai perdere il legame con le proprie radici.









