Venezia, 5 gennaio 2026 – Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto, ha affidato a un lungo intervento su Il Foglio il suo punto di vista sul ruolo del centrodestra in Italia. Cinque sono i temi che, secondo lui, dovrebbero guidare la coalizione nei prossimi anni. “Come centrodestra sentiamo una responsabilità storica: dimostrare di essere una forza di governo capace di capire il presente per costruire il futuro. Per i ragazzi di oggi, che saranno gli adulti di domani”, ha scritto Zaia, sottolineando la necessità di cambiare passo.
Autonomia e responsabilità: il nodo centrale
Al centro del discorso di Zaia c’è l’autonomia, che non definisce come una concessione o un capriccio, ma come un principio sancito dalla Costituzione fin dal 1948. Il problema, secondo lui, non è il testo costituzionale, ma il “modello centralista” che ha prevalso finora. Un modello che avrebbe creato “due Italie”, accentuando le differenze tra Nord e Sud e frenando lo sviluppo. “Per me l’autonomia è soprattutto assunzione di responsabilità”, spiega Zaia, riprendendo un tema caldo nel dibattito politico veneto e nazionale.
Politica estera: l’Italia ponte tra Europa e Stati Uniti
Nel secondo punto, Zaia si concentra sulla politica estera, immaginando un’Italia capace di fare da “potenza di equilibrio”. Parla del ruolo degli italiani all’estero, “figli dei grandi flussi migratori”, che possono essere un vero patrimonio in un mondo sempre più competitivo. “Sono convinto che l’Italia possa giocare un ruolo internazionale molto più grande rispetto al suo peso demografico”, scrive, sottolineando che la stabilità politica è la chiave per restituire credibilità al Paese. In questa prospettiva, l’Italia potrebbe diventare un “ponte tra Ue e Usa”, grazie alla sua posizione geografica e ai rapporti storici con entrambe le sponde dell’Atlantico.
Sicurezza: presenza dello Stato, non militari in strada
Il terzo punto riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico. Zaia ricorda che “il rispetto delle regole non è una questione di destra o sinistra”, ma il fondamento della convivenza civile. I dati sulla popolazione carceraria, nota, “sono un fallimento che non si può ignorare”. Per lui, la sicurezza non deve tradursi in una militarizzazione dei territori, ma in una presenza costante e visibile dello Stato. “Sicurezza non vuol dire militari per strada, ma Stato presente”, ribadisce, chiedendo politiche efficaci e condivise.
Giovani: la vera infrastruttura del Paese
Nel quarto punto, Zaia mette i giovani al centro, chiamandoli “la vera infrastruttura nazionale”. Così fotografa l’importanza delle nuove generazioni per il futuro dell’Italia. La mobilità giovanile, spesso vista con sospetto, secondo lui va capita e sostenuta, non demonizzata. “Credo che l’Italia debba diventare un Paese davvero amico dei giovani”, scrive, indicando come priorità casa, lavoro e formazione. Temi che tornano spesso nel dibattito pubblico, ma che, secondo Zaia, hanno bisogno di risposte concrete e durature.
Destra e libertà: serve maturità sui temi etici
Infine, il quinto punto riguarda il rapporto tra destra e libertà. Zaia sostiene che “la destra vincente è quella liberale” e invita a superare i tabù su temi etici e civili come il fine vita. “Lo dico chiaramente: questi temi non possono essere tabù ideologici”, scrive. Una posizione che apre una riflessione dentro il centrodestra sulla necessità di maturità politica e coerenza nei valori. “Una destra matura non impone visioni”, aggiunge Zaia, auspicando una coalizione protagonista nelle scelte e non rinunciataria.
Il lungo intervento dell’ex presidente veneto arriva in un momento delicato per la politica italiana. Il centrodestra è chiamato a confrontarsi con riforme istituzionali e nuove sfide sociali. Le parole di Zaia hanno già acceso il dibattito tra gli alleati e nell’opinione pubblica. Ora molti si chiedono se queste proposte riusciranno a entrare nell’agenda del governo nei prossimi mesi.










