Crans-Montana, 4 gennaio 2026 – Un incendio devastante ha colpito nella notte tra il 3 e il 4 gennaio il complesso residenziale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera. Il bilancio provvisorio parla di almeno 40 vittime e oltre 100 feriti. Tra i dispersi ci sono anche sei cittadini italiani, conferma la Farnesina. Le autorità svizzere hanno aperto un’indagine per capire cosa abbia scatenato il rogo, mentre i soccorritori continuano a cercare superstiti tra le macerie.
Notte di terrore: soccorsi in azione e testimonianze dal luogo
L’allarme è scattato poco dopo le 2 di notte, quando una densa colonna di fumo ha invaso il quartiere in Avenue de la Gare. Secondo la polizia cantonale, il fuoco è partito dai piani bassi e si è diffuso velocemente, coinvolgendo almeno tre edifici. “Sembrava l’inferno”, racconta un residente ancora sotto shock. “Ho visto persone con la pelle bruciata, senza capelli, che correvano urlando aiuto”. Sul posto sono arrivate squadre dei vigili del fuoco da Sion, Sierre e Martigny, insieme a decine di ambulanze e mezzi di soccorso.
Il bilancio aggiornato: italiani tra i dispersi
Al momento si contano 40 morti accertati e più di 100 feriti, molti ricoverati negli ospedali di Sion e Losanna. La Farnesina conferma che fra i dispersi ci sono sei italiani: una famiglia di Bergamo e due giovani studenti universitari in vacanza. “Siamo in stretto contatto con le autorità svizzere”, dicono dal Ministero degli Esteri. I parenti dei dispersi sono stati accolti in una struttura allestita dal Comune di Crans-Montana, dove ricevono assistenza psicologica.
Le cause del rogo: indagini in corso e parole del proprietario
Al centro delle indagini c’è la dinamica dell’incendio. Il proprietario, Jean-Luc Morel, ha detto ai giornalisti: “In dieci anni abbiamo avuto solo tre controlli antincendio, sempre a norma”. L’ultimo controllo risale a novembre 2025, senza irregolarità rilevate. La procura però non esclude nulla: potrebbe essere stato un corto circuito, una fuga di gas o addirittura un atto doloso. “Stiamo esaminando i filmati delle telecamere e ascoltando i sopravvissuti”, spiega il procuratore capo Michel Favre.
Panico e solidarietà tra i residenti
Molti sono stati svegliati dal fumo e dalle fiamme. Qualcuno ha sentito un forte boato prima che il fuoco si propagasse. “Ho preso mio figlio in braccio e siamo scesi di corsa per le scale, il fumo era ovunque”, racconta una giovane madre francese. Le autorità hanno sottolineato la rapidità dei soccorsi e la solidarietà della comunità: diversi hotel hanno messo a disposizione camere gratuite per chi ha perso la casa.
Cordoglio e reazioni ufficiali
Il presidente svizzero Alain Berset ha espresso “profondo cordoglio” alle famiglie delle vittime e garantito “massima trasparenza” nelle indagini. Anche il presidente italiano Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di vicinanza agli italiani coinvolti. Nel pomeriggio, una folla silenziosa si è radunata davanti al municipio per una veglia spontanea, con le bandiere a mezz’asta.
Cosa succede adesso: verifiche e sostegno
Nei prossimi giorni arriveranno i primi risultati sui materiali usati nella costruzione del complesso. La polizia cantonale chiede a chiunque abbia informazioni di farsi avanti. Nel frattempo, la comunità italiana in Svizzera si è mobilitata per aiutare le famiglie dei dispersi. “Non ci fermeremo finché non avremo risposte”, ha detto il console italiano a Ginevra, Marco Bellini.
La tragedia di Crans-Montana lascia un segno profondo in una località famosa per il turismo invernale e la sua tranquillità. Solo il tempo potrà chiarire le responsabilità e restituire un quadro completo di quella che è stata la notte più drammatica per questa comunità alpina.









