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Il futuro del lavoro: come gli stipendi e le professioni si trasformeranno entro il 2026

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Il futuro del lavoro: come gli stipendi e le professioni si trasformeranno entro il 2026
Il futuro del lavoro: come gli stipendi e le professioni si trasformeranno entro il 2026
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Milano, 4 gennaio 2026 – Intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove competenze saranno i veri protagonisti del mercato del lavoro italiano nel 2026, secondo la Salary Survey di Michael Page. Dopo un 2025 segnato da incertezze e cambiamenti, il settore si prepara a una vera e propria rivoluzione. “Il mercato del lavoro sta cambiando in modo profondo”, spiega Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page Italia. “Il 2026 si annuncia come un anno molto vivace, con competenze e salari al centro dell’attenzione”. Flessibilità, riconoscimento e possibilità di crescita: queste sono le priorità dei talenti. Le aziende, invece, devono rivedere le proprie strategie per attrarre e trattenere i migliori.

Stipendi trasparenti e nuove richieste dei lavoratori

La nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale rivoluzionerà il modo in cui le aziende comunicano gli stipendi. Da ora in poi, le fasce retributive dovranno comparire già negli annunci di lavoro, in modo chiaro e accessibile. Un’indagine di Michael Page rivela che il 32% dei lavoratori italiani avverte un divario salariale tra uomini e donne, mentre il 66% delle aziende non ha ancora un sistema chiaro per gli stipendi. Tra inflazione e aspettative crescenti dei candidati – sempre più attenti a benessere e valori – i pacchetti retributivi stanno cambiando. Le imprese devono aggiornare le proprie offerte per non perdere i talenti in un mercato che corre veloce.

Finanza e digitale, i settori che non si fermano

Il mondo della finanza resta tra i più attivi, spinto da investimenti privati e grandi operazioni come fusioni e acquisizioni. Nel 2025, l’uso dell’intelligenza artificiale ha cambiato il modo di fare pianificazione e previsioni, permettendo decisioni più rapide e basate sui dati. Cresce la richiesta di profili ibridi: controller che sanno leggere grandi quantità di dati, contabili con competenze digitali e CFO orientati al business. Anche il settore bancario si sta trasformando, con nuovi player internazionali e fusioni tra gruppi storici. Le aziende puntano sempre di più su tecnologie avanzate, soprattutto AI.

Per il 2026, i settori più promettenti sono Fintech, pagamenti digitali, infrastrutture, energia, immobiliare e insurance tech. Meno vivaci invece retail banking e assicurazioni tradizionali. Tra i profili più richiesti ci sono controller e tecnici di business con competenze di programmazione e analisi dati. L’avanzata degli asset digitali e delle stablecoin sta cambiando il mercato, riducendo la domanda di ruoli operativi tradizionali e aprendo nuove strade agli specialisti della finanza digitale.

Industria: tra solidità e innovazione

L’industria mostra segnali di stabilità. Il settore Food & Beverage continua a guidare, grazie a una domanda costante e alla spinta verso sostenibilità e innovazione in tutta la filiera, dall’automazione al packaging. Le energie rinnovabili crescono ancora: il 2026 potrebbe vedere un’accelerazione su progetti legati a fotovoltaico, eolico e idrogeno. La manifattura si muove verso lo smart manufacturing, con investimenti in AI, sicurezza informatica e cloud. Le aziende cercano profili come lean manager, automation engineer, esperti ESG e project manager per infrastrutture. Cresce anche la domanda di manager capaci di unire competenze tecniche e abilità relazionali.

Nel settore automotive si sentono ancora gli effetti dei dazi e delle tensioni geopolitiche: investimenti rallentati, pochi nuovi progetti. Anche il mercato dei trasporti ha subito un calo, ma ha generato nuove esigenze commerciali. Due figure chiave per il 2026 sono il Solution Designer Logistica – fondamentale per ottimizzare processi e costi – e il Commerciale Trasporti Internazionali, indispensabile per allargare la rete clienti.

Sanità, farmaceutico e ospitalità: nuovi orizzonti

Nel settore sanitario cresce la domanda di profili con competenze in AI, robotica, genomica e medicina preventiva. In forte aumento anche la medicina estetica e della longevità: crescono le richieste per medici anti-aging, mentre calano quelle per ruoli più generici come gli operatori di laboratorio. Il farmaceutico mostra segnali positivi, guidato dal mercato dei biosimilari – dove l’Italia è leader in Europa – e dall’uso di soluzioni digitali come telemedicina ed e-health. Tuttavia, mancano talenti nei ruoli regolatori.

Il settore dell’ospitalità italiana è in crescita, spinto da eventi come le Olimpiadi Milano-Cortina e il Giubileo 2025. L’offerta si orienta sempre più verso strutture di alto livello, con una presenza crescente di catene internazionali. La domanda turistica cresce soprattutto nei borghi di Puglia, Sicilia e Umbria. La tecnologia gioca un ruolo chiave: strumenti digitali, AI e realtà aumentata stanno cambiando l’esperienza dei clienti.

Tecnologia e cybersecurity: la sfida più grande

Nel 2026, intelligenza artificiale e tecnologie predittive guideranno la trasformazione del lavoro. La domanda di profili flessibili, orientati ai progetti e capaci di adattarsi a situazioni complesse è in crescita. Secondo il report Talent Trends 2025, la soddisfazione dei professionisti tech sale al 57% (+4 punti). Le aziende puntano a trattenere i talenti investendo su cultura aziendale e formazione.

La cybersecurity è il settore in più rapida crescita, con particolare attenzione alla sicurezza OT, per proteggere i sistemi industriali dalle minacce informatiche. Il mercato IT italiano tiene il passo, trainato da AI, automazione e cloud.

Cresce anche la richiesta di figure commerciali nei servizi, nel commercio digitale, nel retail e nell’ospitalità. “Il 2026 sarà un anno di cambiamenti importanti”, conclude Mainini. “Le aziende dovranno puntare su trasparenza, tecnologia e cultura interna per attirare i migliori talenti. I professionisti, invece, cercheranno ambienti che valorizzino competenze, crescita e benessere”.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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