Francoforte, 2 gennaio 2026 – Nel 2024, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha incassato uno stipendio totale di circa 726.000 euro. Una cifra che supera di oltre il 50% quanto ufficialmente dichiarato dall’istituto. A far emergere il dato è un’inchiesta del Financial Times, che ha ricostruito tutte le voci di compenso della numero uno dell’Eurotower, sollevando dubbi sulla chiarezza delle retribuzioni ai vertici delle istituzioni europee.
Lagarde guadagna molto più di quanto si pensava
Secondo il quotidiano britannico, il rapporto annuale della BCE indica per Lagarde uno stipendio base di 466.000 euro. Ma la realtà sarebbe ben diversa. Il Financial Times stima che, tra benefit e incarichi aggiuntivi, la presidente abbia portato a casa circa 726.000 euro nel 2024. Un aumento del 56% rispetto alla cifra ufficiale. La differenza si spiega soprattutto con le indennità per l’alloggio e le spese accessorie (circa 135.000 euro) e il compenso per il ruolo nel consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), che si aggira intorno ai 125.000 euro.
Come si piazza Lagarde rispetto agli altri leader?
Questi numeri mettono Lagarde al vertice tra i funzionari più pagati dell’Unione Europea. Lo stipendio base della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è inferiore del 21%, sempre secondo il Financial Times. Il confronto più netto arriva dagli Stati Uniti: Jay Powell, presidente della Federal Reserve, guadagna per legge 203.000 dollari (circa 172.720 euro). In pratica, Lagarde prende quasi quattro volte tanto.
Benefit e incarichi extra: cosa c’è dietro lo stipendio
Oltre al salario base, la presidente BCE riceve circa 135.000 euro per coprire le spese di alloggio e altri costi legati al trasferimento a Francoforte. Una pratica comune ai vertici delle istituzioni europee, ma che – sottolinea il Financial Times – non sempre viene spiegata chiaramente nei documenti ufficiali. A questa cifra si aggiungono i circa 125.000 euro riconosciuti dalla Bri, dove Lagarde è uno dei 18 membri del consiglio di amministrazione. Nel rapporto annuale della BCE, però, questa fonte di reddito non viene menzionata.
Reazioni e dubbi sulla trasparenza
La notizia ha acceso qualche discussione tra osservatori e dentro le istituzioni europee. “La trasparenza sugli stipendi dei vertici è fondamentale per la fiducia dei cittadini”, ha detto un funzionario europeo che ha preferito restare anonimo. Dalla BCE, invece, nessuna risposta ufficiale è arrivata ieri. Fonti interne hanno ricordato che “tutte le indennità sono previste dai regolamenti e controllate dagli organi competenti”.
Un tema che torna al centro del dibattito
Il caso Lagarde riapre la discussione sulla trasparenza degli stipendi pubblici nelle istituzioni europee. In passato, la BCE aveva giustificato i propri salari spiegando che “la complessità e la responsabilità del ruolo richiedono un compenso adeguato”. Ma la differenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente percepito rischia di alimentare polemiche, soprattutto in un momento in cui l’Europa chiede sacrifici e rigore ai cittadini.
Cosa potrebbe succedere adesso
Per ora, Lagarde non ha commentato pubblicamente la vicenda. Fonti interne alla BCE fanno sapere che “la questione sarà valutata nei prossimi mesi”, anche in risposta alle richieste di più trasparenza arrivate da alcuni eurodeputati. Solo allora si capirà se l’istituto cambierà modo di comunicare sulle retribuzioni dei suoi vertici o se tutto resterà così com’è.
Nel frattempo, a Francoforte la BCE continua il suo lavoro tra riunioni e dossier economici. Ma la questione degli stipendi – e della loro trasparenza – resta sul tavolo, pronta a tornare in primo piano al prossimo bilancio pubblico o alla prossima crisi di fiducia nelle istituzioni europee.










