Taranto, 2 marzo 2026 – Loris Costantino, operaio trentaseienne della ditta di pulizie Gea Power, è morto questa mattina nello stabilimento ex Ilva di Taranto. È precipitato da un piano di calpestio durante un intervento sulla linea Agglomerato. La notizia è stata confermata dall’Asl locale, che ha seguito i primi rilievi sul posto. L’incidente, avvenuto intorno alle 8.30, ha scosso profondamente la comunità operaia e riaperto il dibattito sulla sicurezza negli impianti siderurgici.
Caduta fatale e primo choc tra i lavoratori
Dalle prime ricostruzioni emerge che Costantino stava operando in un’area interna dello stabilimento quando, per motivi ancora da accertare, ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto. I colleghi hanno subito allertato i soccorsi, ma il 118, arrivato in pochi minuti, ha potuto solo constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dello Spesal e le forze dell’ordine per i rilievi di rito.
In una nota diffusa nelle prime ore, Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa” del lavoratore, assicurando che “sono state avviate tutte le verifiche per ricostruire con esattezza quanto accaduto”. L’azienda ha confermato “piena collaborazione con le autorità”, promettendo di fornire ogni elemento utile alle indagini.
Sciopero immediato, i sindacati scendono in campo
La morte di Loris Costantino ha scatenato una reazione immediata da parte dei sindacati. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore da oggi per tutti i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva. “Perdere vite sul lavoro è una ferita aperta nel nostro Paese e serve un intervento rapido e deciso”, si legge in una nota congiunta.
I sindacati hanno più volte denunciato “le condizioni di pericolo negli impianti, aggravate dalla mancata manutenzione”. “È inaccettabile che si continui a morire per colpa di una gestione che non garantisce la sicurezza e non previene i rischi”, hanno detto i rappresentanti delle sigle metalmeccaniche.
Vertenza ex Ilva, convocazione urgente a Palazzo Chigi
La tragedia arriva in un momento già molto teso. Da settimane i sindacati chiedono un incontro al governo per chiarire la situazione della trattativa sulla vendita dello stabilimento e ottenere garanzie sul piano industriale, ambientale e occupazionale. Oggi è arrivata la convocazione ufficiale: martedì 5 marzo, alle 11.30, le principali sigle metalmeccaniche e Federmanager saranno ricevute a Palazzo Chigi.
“La convocazione deve servire soprattutto a mettere al primo posto la vita e la salute dei lavoratori e a chiudere la vertenza”, hanno detto i sindacalisti. La richiesta è netta: superare la fase commissariale e definire un assetto proprietario con lo Stato in maggioranza e alla guida dello stabilimento.
Sicurezza sul lavoro, un’emergenza mai risolta
La morte di Costantino segue quella di Claudio Salamida, altro operaio ucciso dai rischi sul lavoro negli ultimi mesi nello stesso impianto. “Questi incidenti mortali si potevano evitare”, hanno ribadito i sindacati, chiedendo alle istituzioni “di agire con fermezza e responsabilità”. La tutela delle vite dei lavoratori, hanno aggiunto, “resta il nostro obiettivo principale”.
Intanto, le indagini continuano per fare luce su ogni dettaglio della tragedia. In fabbrica, tra i colleghi di Loris, l’atmosfera è cupa: “Non si può andare avanti così”, ha detto un operaio al termine del turno. “Ogni mattina entriamo senza sapere se torneremo a casa”.
La questione della sicurezza negli stabilimenti siderurgici italiani torna così a essere al centro del dibattito nazionale. Ma come spesso accade, è solo davanti all’ennesima tragedia che si riaccende l’attenzione su un problema che resta irrisolto.










