Tokyo, 2 marzo 2026 – La Borsa di Tokyo ha iniziato la settimana in calo netto, scossa dalle tensioni geopolitiche nate dall’attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran nel weekend. Un avvio difficile per il principale indice giapponese, il Nikkei, che ha perso l’1,51% nelle prime contrattazioni, chiudendo a quota 57.959,86 punti. Una perdita di 890 punti rispetto alla seduta precedente.
Mercati in allarme per lo scoppio della crisi in Medio Oriente
Gli esperti sul posto spiegano che i mercati asiatici stanno reagendo male per la paura che il conflitto in Medio Oriente possa allargarsi. “Gli investitori temono che la situazione sfugga al controllo, con ripercussioni sulle forniture di energia a livello mondiale”, ha detto questa mattina Kenji Saito, strategist di Mizuho Securities, contattato poco dopo l’apertura. L’incertezza ha subito spinto al rialzo il prezzo del petrolio: il Brent ha superato i 92 dollari al barile nelle prime ore di contrattazione asiatica.
Valute e materie prime in movimento
Non sono solo le azioni a risentire della situazione. Anche il mercato valutario ha mostrato segnali di nervosismo. Lo yen giapponese si è indebolito ulteriormente contro il dollaro, arrivando a 156,40, mentre contro l’euro il cambio si è fermato a 184,10. “La debolezza dello yen riflette la fuga verso asset considerati più sicuri, come il dollaro americano”, ha commentato un operatore della Tokyo Forex & Ueda Harlow, sottolineando che la volatilità potrebbe continuare fino a quando non si capiranno meglio le mosse delle parti coinvolte.
Nervosismo in sala operativa, vendite in aumento
Nel cuore finanziario di Tokyo, a Marunouchi, il clima era teso sin dalle prime ore del mattino. Alcuni trader hanno raccontato di ordini di vendita partiti già durante la notte, dopo le notizie dal Golfo Persico. “Abbiamo visto una forte ondata di prese di profitto su titoli legati all’export e ai semiconduttori”, ha confidato un gestore di portafoglio di Nomura Asset Management. Il timore è che la crisi possa colpire le catene di approvvigionamento e la domanda globale.
Un quadro internazionale che resta incerto
La settimana si apre quindi con tanti interrogativi. Già nelle settimane scorse, le tensioni tra Iran e Israele avevano fatto crescere il rischio di escalation. L’attacco del weekend, secondo fonti diplomatiche occidentali, ha colpito infrastrutture militari vicino a Isfahan e Bandar Abbas. La risposta iraniana non ha tardato ad arrivare: Teheran ha convocato l’ambasciatore svizzero, che rappresenta gli interessi americani nel paese, e ha avvertito di “conseguenze gravi” in caso di ulteriori azioni.
Borse asiatiche in rosso, lo sguardo è rivolto alle prossime mosse
La reazione della Borsa di Tokyo si inserisce in un quadro di alta volatilità che coinvolge anche altri mercati asiatici: Shanghai e Hong Kong hanno aperto in negativo, ma con perdite più contenute rispetto al Nikkei. Gli operatori guardano ora alle decisioni delle banche centrali e ai dati economici che saranno pubblicati nei prossimi giorni. “Sarà fondamentale seguire l’andamento dei prezzi dell’energia e le dichiarazioni dei leader mondiali”, ha aggiunto Saito.
In attesa di sviluppi sul piano diplomatico, gli investitori rimangono prudenti. Solo allora si potrà capire se il calo di oggi è una pausa momentanea o l’inizio di una fase più complicata per i mercati globali.










