Milano, 2 marzo 2026 – Prysmian ha completato con successo i test su un nuovo standard per i cavi sottomarini ad alta tensione in corrente continua (HVDC), segnando un passo avanti importante per le infrastrutture energetiche. I test sono stati fatti a una tensione di 525mila volt e a temperature fino a 90 gradi centigradi. Il cavo ha dimostrato una resistenza maggiore, grazie a un isolante plastico di ultima generazione. Il risultato? La potenza trasmissibile sale da 2 a 2,5 gigawatt sulle reti già esistenti, senza dover intervenire sulle strutture. Un dettaglio che, secondo l’azienda, potrebbe tradursi in risparmi concreti sulle bollette e in un sistema più sostenibile.
Cavi HVDC più potenti: cosa cambia davvero per la rete
La novità è tutta nella capacità dei cavi di lavorare a temperature più alte, grazie a un isolante migliorato. Questo permette di trasportare più energia sulle infrastrutture già in uso, senza intoppi o modifiche al resto della rete. “Con questa innovazione possiamo far decollare i progetti energetici chiave per le connessioni elettriche di oggi”, ha detto Raul Gil, vicepresidente esecutivo della divisione Transmission di Prysmian. L’azienda, con sede a Milano e stabilimenti sparsi nel mondo, è tra i leader mondiali nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni.
Per Gil, il nuovo standard non è solo un fatto tecnico. “Nel tempo, questo si tradurrà in un risparmio reale per i cittadini, con bollette più leggere”, ha spiegato. Perché? Aumentare la capacità di trasmissione significa sfruttare meglio le infrastrutture già esistenti, evitando spese extra e tagliando i costi di gestione. “Non è una soluzione temporanea”, ha aggiunto, “ma una scelta sostenibile per il futuro”.
Un colpo in più per la transizione energetica e le bollette
Il cavo HVDC da 525 kV è un pezzo fondamentale nella strategia europea per la transizione energetica. La possibilità di trasportare più energia su lunghe distanze, per esempio dagli impianti eolici offshore alle città, è cruciale per integrare le rinnovabili e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. “Questo risultato rende la transizione energetica più concreta, grazie a una maggiore efficienza che si traduce in costi più bassi per chi consuma”, ha commentato Srinivas Siripurapu, responsabile Sostenibilità e Innovazione di Prysmian.
Secondo Siripurapu, la tecnologia permette di trasmettere “più energia in modo più efficiente, integrandosi senza problemi nelle reti HVDC già operative”. E non è un dettaglio da poco: il nuovo standard è stato pensato per funzionare con le infrastrutture esistenti in Europa e nel mondo. “Non è solo un primato europeo”, ha concluso, “ma un modello che può diventare riferimento globale per i cavi sottomarini”.
Il settore accoglie con interesse, investimenti in crescita
L’annuncio arriva mentre l’Europa, e in particolare l’Italia, spingono forte sugli investimenti nelle reti elettriche ad alta capacità. Secondo Terna, nei prossimi cinque anni sono in programma oltre 21 miliardi di euro per le infrastrutture di trasmissione. Il nuovo standard Prysmian potrebbe facilitare l’arrivo delle rinnovabili e la creazione di interconnessioni tra Paesi.
Nel settore, la notizia ha suscitato attenzione. Un dirigente di una grande utility italiana, che ha chiesto di restare anonimo, ha commentato: “Aumentare la capacità delle linee senza dover scavare nuove trincee o mettere nuovi cavi è una vera rivoluzione per chi lavora nel settore”. Anche dal Ministero dell’Ambiente arrivano parole di apprezzamento: “Innovazioni come questa sono essenziali per centrare gli obiettivi europei sul clima”, ha detto un funzionario.
Un successo tutto italiano con ricadute mondiali
Prysmian, che negli ultimi anni ha rafforzato la sua presenza in Nord Europa, Stati Uniti e Asia, punta ora a portare il nuovo standard anche oltre i confini europei. Il gruppo prevede che la domanda di cavi HVDC crescerà ancora, spinta dalla corsa alle rinnovabili e dalla necessità di reti più efficienti.
“Questo è un risultato che clienti e governi di tutto il mondo dovrebbero festeggiare con noi”, ha concluso Gil. Un primato tecnologico tutto italiano che guarda lontano: verso una rete elettrica più efficiente, sostenibile e, forse, meno cara per tutti.










