Milano, 2 marzo 2026 – Il conducente del tram 9 è stato iscritto nel registro degli indagati per disastro ferroviario dopo il deragliamento di venerdì scorso in viale Vittorio Veneto, che ha provocato la morte di due persone. La Procura ha disposto perquisizioni e sequestri nella sede di Atm in via Monte Rosa. Intanto, la città cerca risposte su una tragedia che ha scosso pendolari e residenti.
Tram fuori controllo: cosa è successo davvero
Secondo la ricostruzione della Polizia locale, il nuovo modello Tramlink avrebbe superato i limiti di velocità nel tratto incriminato, ignorando la fermata, il semaforo e il cambio binario. Invece di rallentare, il tram ha accelerato bruscamente verso la curva di via Lazzaretto. Solo l’impatto con un albero nello spartitraffico ha evitato il ribaltamento totale, ma non ha impedito che il mezzo si schiantasse contro le vetrine di un edificio all’angolo.
Nell’incidente hanno perso la vita Ferdinando Favia, 59 anni, e Abdou Karim Touré, 56 anni, entrambi a bordo del tram al momento del deragliamento.
Questa mattina la Polizia locale ha consegnato una relazione dettagliata alla Procura, che ha subito aperto un’indagine formale. L’obiettivo è capire se ci siano responsabilità precise o problemi nei sistemi di sicurezza.
Atm sotto inchiesta: perquisizioni e sequestri
All’alba, la Polizia locale si è presentata alla sede centrale di Atm in via Monte Rosa per eseguire perquisizioni e sequestri di documenti. Tra il materiale acquisito ci sono le registrazioni delle comunicazioni tra il conducente e la centrale operativa nelle ore intorno all’incidente. Sono stati presi anche i registri di manutenzione del tram e i turni del personale.
Un funzionario Atm, che ha chiesto l’anonimato, ha spiegato: “Stiamo collaborando con gli inquirenti per ricostruire tutto. Vogliamo capire se ci sono stati problemi tecnici o errori umani”. Nel pomeriggio, l’azienda ha diffuso una nota di cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando la massima collaborazione con la magistratura.
Il racconto del conducente: “Ho visto tutto buio”
Il conducente, 60 anni con quasi 35 di servizio, è stato sentito dagli agenti dal letto dell’ospedale Niguarda, dove è stato ricoverato per un trauma cranico. Dimesso con una prognosi di venti giorni, ha detto: “Ho sentito dolori alla gamba, poi mi sono sentito male. Ho avuto un mancamento, ho perso conoscenza, tutto è diventato buio e ho perso il controllo del tram”.
I primi test tossicologici non hanno rilevato alcol o droghe nel sangue. Secondo fonti sanitarie, non ci sono tracce di sostanze alteranti. La Procura aspetta ora esami più approfonditi per capire se un malore improvviso possa aver influito sull’incidente.
Cosa succede ora: le indagini proseguono
Gli investigatori stanno analizzando i dati della scatola nera del tram e le immagini delle telecamere lungo il percorso. Particolare attenzione è rivolta ai sistemi di sicurezza dei nuovi Tramlink: alcune fonti sindacali parlano di segnalazioni su possibili problemi tecnici emersi nei mesi scorsi.
La città resta sotto choc. In viale Vittorio Veneto, fiori e messaggi sono comparsi vicino al punto dell’incidente. “Non si può morire così andando al lavoro”, ha detto una collega di una delle vittime, ancora scossa.
La Procura vuole fare chiarezza su ogni dettaglio: dalle condizioni fisiche e psicologiche del conducente, alle procedure interne di Atm, fino alle caratteristiche tecniche dei tram. Solo così si potrà capire se si è trattato di un tragico errore umano o se ci sono responsabilità più ampie legate alla sicurezza pubblica.










