Roma, 2 marzo 2026 – È partita stamattina in piazza Cavour, davanti al palazzo della Corte di Cassazione, la lunga maratona oratoria promossa dal comitato ‘Sì Separa’ della Fondazione Einaudi, insieme ai gruppi ‘Cittadini per il sì’ e ‘Camere penali per il sì’. Fino all’8 marzo, sul palco si alterneranno più di 350 cittadini ed esponenti politici per sostenere il ‘sì’ al prossimo referendum sulla giustizia.
Piazza Cavour si fa megafono per il sì
Il palco, piazzato proprio davanti all’ingresso della Cassazione, è diventato il punto di ritrovo per chi chiede una riforma della giustizia. Dalle 9 di questa mattina, sotto un cielo grigio e con una temperatura intorno ai 13 gradi, si sono susseguiti interventi di avvocati, studenti e semplici cittadini. “Non è solo una questione tecnica, ma di civiltà”, ha detto Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato ‘Sì Separa’, tra i primi a prendere la parola. Al suo fianco, Francesco Petrelli delle Camere penali e Francesca Scopelliti di ‘Cittadini per il sì’, che indossava una maglietta con la foto di Enzo Tortora, simbolo di una battaglia per una giustizia più giusta.
Politici in piazza, clima di dibattito
Tra i parlamentari presenti all’avvio della maratona ci sono Enrico Costa, Paolo Barelli e Pierantonio Zanettin di Forza Italia. “Siamo qui per ribadire che la separazione delle carriere non è un attacco ai magistrati, ma una garanzia per tutti”, ha detto Costa poco dopo le 10.30, mentre la piazza cominciava a riempirsi. Nei prossimi giorni sono attesi altri politici, anche dal Partito Democratico e da Azione. In mattinata ha parlato anche Stefano Ceccanti, costituzionalista e membro del comitato ‘Sinistra per il sì’, che ha ricordato come “la riforma sia attesa da decenni” e che “il referendum rappresenta un’occasione per riconquistare fiducia”.
I promotori spiegano il sì
Per chi spinge il ‘sì’, la separazione tra giudici e pubblici ministeri è “un passo necessario per assicurare l’imparzialità della giustizia”. Caiazza ha ribadito che “l’attuale sistema rischia di mescolare i ruoli e di indebolire la fiducia”. Petrelli ha aggiunto: “Non si vuole delegittimare nessuno, ma rafforzare le tutele costituzionali”. Scopelliti, emozionata mentre ricordava Tortora, ha detto: “Questa battaglia la porto avanti anche per lui, perché nessuno debba più subire quello che ha vissuto Enzo”.
Sette giorni di interventi e confronto
La maratona andrà avanti ogni giorno dalle 9 alle 19, con interventi già programmati e spazio anche per chi vorrà iscriversi all’ultimo momento. Gli organizzatori hanno spiegato che “l’obiettivo è dare voce a tutte le opinioni”, senza escludere il confronto con chi sostiene il ‘no’. Nel pomeriggio sono attesi anche studenti universitari e rappresentanti delle associazioni forensi. Secondo il comitato, saranno più di 350 le persone che saliranno sul palco durante la settimana.
Un clima acceso, ma civile
In piazza Cavour si respira un’aria di confronto acceso, ma sempre rispettoso. Alcuni passanti si sono fermati ad ascoltare, altri hanno chiesto informazioni ai volontari. “Non mi ero mai interessata prima a questi temi”, racconta Laura, 28 anni, studentessa di giurisprudenza alla Sapienza. “Oggi sono venuta per capire meglio”. Dietro di lei, bandiere tricolori e cartelli con slogan come “Giustizia uguale per tutti” e “Separare per garantire”.
Referendum alle porte: attese e dubbi
Il referendum sulla giustizia è previsto nelle prossime settimane, anche se la data ufficiale non è ancora stata fissata dal Ministero dell’Interno. I promotori sperano che questa maratona aiuti a informare l’opinione pubblica e a stimolare un dibattito ampio. “Non ci aspettiamo miracoli”, ha ammesso Caiazza verso mezzogiorno, “ma vogliamo che nessuno possa dire di non aver avuto modo di ascoltare le nostre ragioni”.
Domani si continua con nuovi interventi e – assicurano gli organizzatori – con lo stesso spirito di apertura e confronto che ha caratterizzato questa prima giornata.










