Londra, 2 marzo 2026 – Il ministero della Difesa britannico ha affidato a Leonardo un contratto da un miliardo di sterline per la fornitura di 23 elicotteri AW149, nell’ambito del programma Nmh (New Medium Helicopter). La notizia è arrivata ieri da Whitehall, con una nota che ha ufficializzato la scelta dell’azienda italo-britannica come partner chiave per rinnovare la flotta elicotteristica delle forze armate del Regno Unito. Secondo il governo, questa commessa garantirà la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro e manterrà vive le competenze industriali nel settore aerospaziale nazionale.
Leonardo al centro del rilancio industriale britannico
Il fulcro dell’accordo sarà lo stabilimento di Yeovil, nel Somerset, dove verranno costruiti e assemblati i nuovi AW149. Una fabbrica storica per l’industria aeronautica britannica, già protagonista di importanti produzioni militari. “Questo contratto segna una tappa fondamentale per la nostra presenza nel Regno Unito”, ha spiegato un portavoce di Leonardo UK, sottolineando come la scelta del governo sia “un riconoscimento della qualità tecnologica e della solidità del gruppo”.
Il ministero ha spiegato che la produzione coinvolgerà una rete di oltre 70 aziende fornitrici distribuite tra Inghilterra, Scozia e Galles. “Non si tratta solo di numeri”, ha commentato un funzionario locale, “ma di mantenere vive competenze che rischiavano di andare perdute”. Il programma Nmh punta a sostituire diversi modelli attualmente in servizio, tra cui i Puma HC2, ormai prossimi alla fine del loro ciclo operativo.
Un investimento che guarda lontano
La cifra stanziata – un miliardo di sterline – non copre solo la fornitura degli elicotteri, ma anche il supporto logistico e la formazione degli equipaggi. Leonardo dovrà occuparsi della manutenzione e dell’aggiornamento dei velivoli per almeno dieci anni. “È un investimento che rafforza la nostra autonomia tecnologica”, ha detto il ministro della Difesa Grant Shapps durante una visita allo stabilimento di Yeovil. “Vogliamo che le nostre forze armate abbiano mezzi moderni e affidabili”.
Gli AW149 sono elicotteri multiruolo di nuova generazione, pensati per operazioni militari e civili. Possono trasportare fino a 19 soldati con equipaggiamento completo o carichi pesanti, e sono dotati di sistemi avionici all’avanguardia. La scelta del modello, spiegano fonti ministeriali, nasce dalla necessità di avere piattaforme flessibili, adatte a missioni diverse: dal trasporto truppe al soccorso, dalla ricognizione alle operazioni speciali.
Impatto sul lavoro e sull’economia locale
Uno degli aspetti più importanti dell’accordo riguarda la tutela dell’occupazione. Leonardo stima che saranno coinvolti direttamente oltre 1.400 lavoratori nello stabilimento di Yeovil, mentre altri 3.000 posti saranno garantiti nell’indotto. “È una boccata d’aria fresca per il territorio”, ha ammesso il sindaco di Yeovil, Mark Bolton. “Negli ultimi anni abbiamo temuto tagli e delocalizzazioni, oggi invece possiamo guardare avanti con più fiducia”.
Il governo ha ribadito l’importanza di “salvaguardare competenze nazionali per decenni”, come si legge nella nota ufficiale. Un messaggio chiaro rivolto anche ai sindacati e alle associazioni industriali, che da tempo chiedevano certezze sulla continuità produttiva nel settore aerospaziale.
Leonardo punta in alto sul mercato internazionale
Per Leonardo, questa commessa rappresenta un altro passo avanti nella sua espansione all’estero. L’azienda, guidata dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, ha già fornito elicotteri AW149 a diversi paesi in Europa e Medio Oriente. “Il Regno Unito è un partner strategico”, ha spiegato una fonte interna. “Questo contratto ci aiuta a rafforzare la nostra posizione e a investire ancora in innovazione”.
Secondo gli esperti, l’accordo potrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni con il governo britannico nei prossimi anni. Per ora, però, l’obiettivo principale è rispettare i tempi di consegna: i primi elicotteri dovrebbero entrare in servizio entro il 2027.
Nel frattempo, a Yeovil si respira un’aria diversa. Più ottimismo tra gli operai, qualche sorriso in più nei corridoi della fabbrica. “Non è solo lavoro”, confida un tecnico con vent’anni di esperienza. “È anche orgoglio: sapere che quello che facciamo qui servirà a qualcosa di importante”.










