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Crosetto si scusa: Ho sbagliato da ministro, ma ero a Dubai con i miei figli

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Crosetto si scusa: Ho sbagliato da ministro, ma ero a Dubai con i miei figli
Crosetto si scusa: Ho sbagliato da ministro, ma ero a Dubai con i miei figli
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Roma, 2 marzo 2026 – Guido Crosetto, ministro della Difesa, è intervenuto oggi in prima persona davanti alla commissione parlamentare a Montecitorio per fare chiarezza sulla vicenda che lo ha coinvolto nei giorni scorsi. Nel momento in cui è scoppiato l’attacco all’Iran, Crosetto si trovava a Dubai e, secondo quanto riportato, ha deciso di restare negli Emirati Arabi Uniti insieme ai suoi due figli. “Ho detto io stesso di essere andato a Dubai e che restare bloccato è stata una scelta mia. Forse ho sbagliato come ministro e me ne scuso, ma avevo i miei due figli e volevo stare con loro”, ha spiegato rispondendo alle domande dei parlamentari.

Crosetto a Dubai nel momento più delicato

Il fatto che il ministro della Difesa fosse fuori dall’Italia, proprio quando la crisi tra Teheran e le potenze occidentali stava esplodendo, ha sollevato dubbi e polemiche sia tra le opposizioni sia all’interno della maggioranza. La notizia era circolata già venerdì, con fonti vicine al ministero che confermavano la presenza di Crosetto a Dubai per motivi personali. Solo dopo si è saputo che il ministro aveva deciso di restare negli Emirati anche dopo l’inizio delle tensioni, per non lasciare soli i figli.

“Non ho nascosto nulla”, ha ribadito Crosetto davanti ai deputati della commissione Difesa. “Sono stato io a comunicare dove mi trovavo e a spiegare il perché di quella scelta”. Il ministro ha ammesso: “So che qualcuno può vedere questa decisione come un errore istituzionale. Lo accetto. Ma in quel momento ho pensato prima ai miei figli”.

Reazioni e polemiche in Parlamento

La vicenda ha scatenato un acceso dibattito politico. Dal Partito Democratico sono arrivate richieste di spiegazioni immediate: “Un ministro della Difesa deve essere in Italia quando scoppia una crisi internazionale”, ha detto la deputata Elena Moretti. Anche il Movimento 5 Stelle si è schierato contro: “Non si può mettere la famiglia davanti ai doveri istituzionali”, ha dichiarato il capogruppo alla Camera, Francesco Silvestri.

Dall’altra parte, esponenti della maggioranza hanno preso le difese di Crosetto. Il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, ha sottolineato che “il ministro era sempre in contatto con lo Stato Maggiore e con Palazzo Chigi”. Secondo Mulè, “le comunicazioni non si sono mai interrotte e tutte le decisioni operative sono state condivise”.

Gestire l’emergenza da lontano, è possibile?

Fonti del ministero raccontano che Crosetto ha seguito ogni sviluppo dell’emergenza tramite collegamenti protetti con Roma. In particolare, nella notte tra giovedì e venerdì — quando la tensione tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto il picco — il ministro ha partecipato a una videoconferenza con il premier Giorgia Meloni e i vertici delle Forze Armate. “Non c’è mai stato un vuoto di comando”, assicurano dall’interno del ministero.

Eppure, il dibattito resta aperto. C’è chi sottolinea che, in momenti di crisi internazionale, la presenza fisica del ministro in Italia è un segnale importante. Altri ricordano che oggi la tecnologia permette di gestire tutto anche da lontano, ma la percezione dell’opinione pubblica, soprattutto in situazioni delicate, può fare la differenza.

Le scuse e cosa succederà adesso

“Chiedo scusa se qualcuno si è sentito tradito o poco tutelato dalla mia scelta”, ha ammesso Crosetto al termine dell’audizione. Ha poi promesso che “in futuro valuterò con più attenzione ogni decisione personale che possa avere ripercussioni istituzionali”. Nessuna intenzione di dimettersi, almeno per il momento: “Il mio compito è servire il Paese, e continuerò a farlo con trasparenza”.

Intanto la vicenda sembra destinata a lasciare il segno nel dibattito politico. Nei corridoi di Montecitorio l’aria è tesa: c’è chi parla di “errore umano comprensibile”, chi invece chiede una riflessione più profonda sul rapporto tra responsabilità pubblica e vita privata. Sullo sfondo resta la crisi nel Medio Oriente, con l’Italia chiamata a un ruolo delicato. E la figura del ministro della Difesa è ora più che mai sotto i riflettori.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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