Roma, 2 marzo 2026 – L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran nelle ultime ore sta già mettendo pressione sulle tasche degli italiani. A lanciare l’allarme è il Codacons, che segnala un rapido aumento delle quotazioni di petrolio e gas. I primi effetti si vedono già sui prezzi dei carburanti, mentre presto toccheranno le bollette di luce e gas e i costi dei prodotti trasportati.
Petrolio in rialzo: carburanti più cari in arrivo
Secondo il Codacons, il prezzo del Brent – il petrolio di riferimento a livello mondiale – è salito dai circa 72 dollari al barile del 27 febbraio agli attuali 79 dollari, con un aumento del 9,7% in pochi giorni. Questo si traduce subito in rincari alla pompa. “Abbiamo già notato aumenti in diverse città italiane”, spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione. A Roma, stamattina, alcuni distributori segnalavano prezzi sopra 1,92 euro al litro per la benzina. Una situazione destinata a peggiorare se le tensioni in Medio Oriente non si calmano.
Bollette di luce e gas: famiglie e imprese in allerta
Non è solo il carburante a salire. Il Codacons mette in guardia anche sulle bollette di gas ed energia elettrica. L’indice Ttf – che indica il prezzo del gas naturale in Europa – ha raggiunto 39,85 euro al megawattora, un balzo del 25% rispetto alla scorsa settimana. È il valore più alto da febbraio 2025. “Questo aumento rischia di riflettersi presto sulle tariffe di famiglie e imprese”, avverte Rienzi. Con i consumi ancora alti, soprattutto per il riscaldamento, anche un piccolo aumento può pesare per decine di euro in più ogni mese.
Effetto a catena sui prezzi: la logistica fa paura
Le conseguenze non si fermano qui. La crisi nel Medio Oriente ha colpito la logistica internazionale, in particolare lo Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per molte materie prime. Alcune compagnie di navigazione hanno già modificato o sospeso alcune rotte, rallentando le consegne e facendo salire i costi dei trasporti. “Il rischio è che questi aumenti finiscano per gravare sui prezzi al dettaglio”, spiega ancora Rienzi. Parliamo di alimentari, prodotti per la casa, elettronica: tutto ciò che viaggia su gomma o via mare potrebbe costare di più nelle prossime settimane.
Consumatori e commercianti preoccupati
Anche le associazioni dei consumatori e le sigle del commercio seguono con attenzione la situazione. “Siamo preoccupati per l’impatto sull’acquisto delle famiglie”, racconta Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. Nei supermercati di Roma, alcuni clienti hanno già notato piccoli aumenti su prodotti importati. “Se la crisi dura, ci aspettiamo una nuova ondata di rincari diffusi”, avverte Dona.
Il governo vigila, possibili interventi in arrivo
Il governo monitora la situazione da vicino. Fonti del Ministero dell’Economia confermano che si stanno valutando misure per limitare l’impatto degli aumenti su famiglie e imprese. Al momento, però, nessuna decisione concreta è stata presa. “Siamo pronti a intervenire se la situazione peggiora”, assicura un funzionario vicino al dossier energia.
Nel frattempo, cresce la tensione sui mercati e tra i cittadini italiani, che temono un’altra stangata dopo mesi già pesanti per l’inflazione. “Non possiamo permetterci altri aumenti”, dice una signora davanti a un distributore nella zona Tiburtina a Roma. Una frase che racconta la preoccupazione di chi ogni giorno fa i conti con i rincari e guarda con ansia alle prossime bollette.










