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Sanremo 2023: la serata finale conquista 11 milioni di spettatori e un incredibile 68.8% di share

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Sanremo 2023: la serata finale conquista 11 milioni di spettatori e un incredibile 68.8% di share
Sanremo 2023: la serata finale conquista 11 milioni di spettatori e un incredibile 68.8% di share
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Sanremo, 1 marzo 2026 – La serata finale del Festival di Sanremo 2026 ha conquistato una media di 11 milioni 22mila telespettatori con uno share del 68,8%, secondo i dati diffusi questa mattina dalla Rai. Un risultato che conferma ancora una volta quanto questo evento resti un punto fermo della tv italiana, anche se si registra un lieve calo rispetto al record dello scorso anno. La diretta, partita poco dopo le 20.40 e terminata ben oltre l’una di notte, ha tenuto milioni di italiani incollati allo schermo, tra applausi in sala e un via vai di commenti sui social.

Sanremo 2026: la finale supera le cover

La serata finale ha fatto meglio della serata delle cover, che fino a ieri era stata la più seguita di questa edizione, con 10 milioni 789mila spettatori e uno share del 65,6%. Non è una sorpresa per chi segue il Festival da tempo: la finale, con la proclamazione del vincitore e le ultime esibizioni, richiama sempre un pubblico molto vasto e variegato. “Sanremo è un appuntamento che le famiglie italiane non vogliono perdersi”, ha detto un dirigente Rai nei corridoi dell’Ariston subito dopo la chiusura del televoto.

Un confronto con il 2025: il calo previsto dopo il boom

Guardando al 2025, invece, emerge un quadro diverso. Dodici mesi fa la finale aveva raggiunto una media record di 13 milioni 427mila telespettatori e uno share del 73,1%. Numeri difficili da ripetere, spiegano gli esperti, anche per via dell’effetto novità che aveva caratterizzato l’edizione precedente. “Era chiaro che ci sarebbe stato un assestamento”, ha ammesso un autore storico del Festival, ricordando come oggi il pubblico televisivo sia sempre più diviso tra tv tradizionale, streaming e piattaforme digitali.

La platea cambia: tra social e streaming cresce l’attenzione

Nonostante il calo rispetto al picco del 2025, la total audience di quest’anno resta tra le più alte dell’ultimo decennio. Un risultato ancora più significativo se si pensa alla concorrenza crescente di social network e piattaforme digitali. Durante la serata, Twitter e Instagram hanno registrato picchi di conversazioni su Sanremo: meme, commenti sui look, reazioni alle performance. “Il Festival ormai si segue anche dal divano digitale”, ha raccontato una spettatrice fuori dal teatro Ariston poco dopo le due di notte.

Dietro le quinte: la Rai guarda al futuro con fiducia

In casa Rai c’è soddisfazione, nonostante il calo fisiologico rispetto all’anno scorso. “Siamo soddisfatti della risposta del pubblico”, ha detto il direttore di Rai1 durante una breve conferenza stampa all’alba. Sanremo resta il programma più visto della stagione televisiva italiana, capace di attirare l’attenzione di pubblici diversi e di accendere dibattiti ben oltre la musica. Chi lavora al Festival sta già pensando alle novità per il 2027: format, conduzione, presenza social. “Sanremo è un laboratorio sempre aperto”, ha spiegato un membro della produzione, lasciando capire che nulla è scontato.

Sanremo, specchio del Paese

Oltre ai numeri, la finale di Sanremo 2026 conferma il Festival come uno specchio – a volte deformante – della società italiana. Sul palco si sono alternati artisti affermati e giovani promesse, tra standing ovation e qualche fischio isolato. In platea, volti noti dello spettacolo e appassionati hanno seguito ogni momento con un’attenzione quasi religiosa. Fuori dall’Ariston, nelle piazze di Sanremo illuminate a festa, la musica ha continuato a risuonare fino a notte fonda.

I dati ufficiali sugli ascolti sono stati diffusi dalla Rai nella mattinata del primo marzo. I momenti di maggior ascolto si sono registrati tra le 22.30 e le 23.45, durante le esibizioni più attese. “Sanremo è sempre Sanremo”, ha sorriso un tecnico della regia mentre smontava le ultime attrezzature dietro le quinte. Eppure, anche quest’anno qualcosa è cambiato: forse il modo di guardare la tv, ma non quell’attesa collettiva che ogni febbraio torna puntuale.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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