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Pixar riscopre la sua magia in ‘Jumpers – Un salto tra gli animali’

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Pixar riscopre la sua magia in 'Jumpers - Un salto tra gli animali'
Pixar riscopre la sua magia in 'Jumpers - Un salto tra gli animali'
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San Francisco, 1 marzo 2026 – La Pixar si prepara a portare nelle sale il suo trentesimo film d’animazione, “Jumpers – Un Salto tra gli Animali”, in uscita il 5 marzo 2026. Dietro la macchina da presa c’è Daniel Chong, già noto per “We Bare Bears”, che racconta come tutto sia nato quasi per caso durante la pandemia. Tra una videochiamata e l’altra, si ritrovava a disegnare pinguini. “Non so spiegare perché, ma in quel periodo disegnavo solo pinguini”, ha raccontato Chong durante una visita agli studi di Emeryville, vicino San Francisco. Ma la sua idea iniziale ha fatto presto a saltare: “Pete Docter, il direttore creativo, mi ha detto gentilmente che di pinguini ne avevano già abbastanza”.

Dai pinguini ai castori: la svolta che ha cambiato tutto

Così, pinguini e ghiacciai sono finiti nel cassetto. Al loro posto sono arrivati i castori: con quei denti affilati, la coda piatta e la pelliccia marrone. “Ho visto alcuni documentari su animali robot usati per osservare la fauna senza disturbarla”, ha spiegato Chong. Da lì è nata l’idea: e se fossero gli umani a entrare nel mondo animale? Così nasce la storia di Mabel, una ragazza di diciannove anni appassionata di natura, pronta a tutto per salvare una radura minacciata da un progetto edilizio del sindaco. “In città nessuno sembra curarsene”, ha detto la produttrice Nicole Paradis Grindle, già dietro “Gli Incredibili 2”. Tutto cambia quando Mabel scopre un laboratorio segreto, dove gli scienziati trasferiscono le coscienze umane in robot animali.

Natura e tecnologia si incontrano

Nel corpo di un castoro, Mabel diventa una specie di Giovanna d’Arco per le creature del bosco. Quegli animali che prima la ignoravano, ora la seguono e la aiutano a difendere il loro habitat. “Non sono un grande amante della natura, ma adoro disegnare animali”, ha ammesso Chong con un sorriso. La scelta dei castori non è casuale: “Ho letto che li stanno reintroducendo nello Yellowstone per salvare l’ecosistema. Costruiscono dighe e stagni, riportano l’acqua e con lei tornano anche gli altri animali. Sono davvero straordinari”.

Sei anni di lavoro, 400 persone al lavoro

La realizzazione di “Jumpers” ha richiesto sei anni. “Abbiamo messo al lavoro circa 400 persone”, ha spiegato Grindle. Prima di partire con la produzione vera e propria, il team ha visitato parchi naturali, parlato con scienziati, costruito modellini e riscritto la sceneggiatura più volte. La colonna sonora è firmata da Mark Mothersbaugh, mentre la produzione è degli studi fondati da Steve Jobs, oggi sotto Disney. Il film promette azione, gag tra animali e personaggi pieni di ironia, senza mai scadere in lezioni moralistiche.

La Pixar torna a far ridere

Per Chong, questo film è un ritorno alle radici della Pixar: “Oggi, se chiedi cos’è un film Pixar, molti rispondono che è un cartone che ti fa piangere. Io invece penso che la vera forza sia il divertimento”. Ha ricordato i film con cui è cresciuto – “Toy Story”, “Monsters & Co.”, “A Bug’s Life” – dove si rideva tanto e ci si affezionava ai personaggi. “L’emozione conta, certo. Ma tutto parte dalla comicità”.

Un messaggio forte su comunità e ambiente

Secondo Grindle, “Jumpers” si distingue dagli ultimi film dello studio: “Forse è un po’ diverso da quello che Pixar ha fatto di recente. Ma vi farà sentire meglio”. Il tema dell’ambiente attraversa la storia senza diventare predica: la crisi climatica resta sullo sfondo, mentre al centro ci sono la dedizione e il coraggio dei castori nel difendere il bosco. Chong ha sottolineato: “‘Jumpers’ parla del nostro rapporto con la natura, ma anche di come ci uniamo gli uni agli altri. Viviamo tutti sullo stesso pianeta; siamo tutti animali. Questo messaggio oggi è più che mai necessario”.

L’attesa per il film è alta. Nei corridoi degli studi di Emeryville si sente un’aria di emozione: “Abbiamo dato tutto”, ha detto uno degli animatori, indicando una parete piena di bozzetti e storyboard. Solo allora si capisce quanto lavoro c’è dietro quei novanta minuti di animazione che dal 5 marzo cercheranno di conquistare grandi e piccoli.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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