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Park Chan-wook alla guida della giuria del Festival di Cannes: una scelta sorprendente

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Park Chan-wook alla guida della giuria del Festival di Cannes: una scelta sorprendente
Park Chan-wook alla guida della giuria del Festival di Cannes: una scelta sorprendente
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Cannes, 1 marzo 2026 – Park Chan-wook, regista, sceneggiatore e produttore sudcoreano, sarà il presidente della giuria del 79° Festival di Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio. Per la prima volta un cineasta coreano assume questo ruolo, un segnale importante nel rapporto tra il festival e il cinema asiatico. La cerimonia di chiusura, sabato 23 maggio al Grand Théâtre Lumière, vedrà Park e la sua giuria assegnare la Palma d’Oro 2026, succedendo all’uscente Juliette Binoche e al vincitore dell’anno scorso, l’iraniano Jafar Panahi con “Un semplice incidente”.

Park Chan-wook, un legame che parte da Cannes

Per Park Chan-wook, nato nel 1963, Cannes è una tappa fondamentale. Tutto è iniziato nel 2004 con “Old Boy”, che vinse il Grand Prix della giuria. Da allora, quasi ogni suo film presentato in concorso ha raccolto premi: dal vampirico “Thirst” del 2009, al raffinato “The Handmaiden” del 2016, fino al thriller “Decision to Leave” che nel 2022 gli è valso il premio come miglior regista. Un percorso costellato di successi, spesso con donne protagoniste fuori dagli schemi e uno stile riconoscibile.

Un cinema tra rigore e visione

Il festival sottolinea come Park sia spesso accostato a registi come Tarantino, De Palma e Fincher per la sua capacità di unire una messa in scena precisa a una forte tensione morale. Ma tra le sue influenze spiccano anche maestri come Kurosawa, Bergman, Visconti e Hitchcock. “La presidenza di Park Chan-wook rappresenta il primo e profondo legame del Festival con il cinema coreano”, si legge nella nota degli organizzatori. Un cinema che negli ultimi anni ha saputo farsi spazio nel mondo, anche grazie al restauro di opere storiche e a una produzione contemporanea capace di attirare grandi platee.

Dodici film e una poetica audace

Sono dodici i lungometraggi firmati da Park Chan-wook, spesso descritti come viscerali, sovversivi, barocchi. Ma soprattutto coraggiosi. Il regista non ha mai nascosto la passione per storie complesse, personaggi ambigui e narrazioni che rompono le regole. “Il teatro è buio perché possiamo vedere la luce del cinema”, ha detto Park in una dichiarazione diffusa dal festival. “Entriamo nella sala per lasciare libere le nostre anime attraverso la finestra del film”.

La giuria e il valore della condivisione

Sarà Park Chan-wook, insieme agli altri membri della giuria internazionale – i cui nomi saranno annunciati a breve – a decidere il film vincitore tra quelli in gara. Un ruolo che il regista affronta con una sorta di calma meditativa: “Essere chiusi in un teatro a guardare film, e poi chiusi di nuovo a discutere con la giuria, questa doppia reclusione volontaria è qualcosa che aspetto con grande entusiasmo”, ha raccontato.

In un momento segnato da divisioni, Park ha voluto mettere in luce anche l’importanza del cinema come esperienza collettiva: “Credo che il semplice gesto di sedersi insieme in una sala, guardare un film con i nostri respiri e battiti sincronizzati, sia un atto di solidarietà universale e commovente”.

Un segnale forte per il cinema coreano

La scelta di Park Chan-wook come presidente della giuria è un riconoscimento che va oltre il singolo artista. La Corea del Sud si conferma protagonista sulla scena internazionale, dopo successi come “Parasite” di Bong Joon-ho, Palma d’Oro nel 2019. Cannes rilancia così la sua apertura verso nuove prospettive creative, in un’edizione che promette sorprese e sguardi freschi.

L’appuntamento è dal 12 al 23 maggio: la Croisette tornerà a essere il cuore pulsante del cinema mondiale. E quest’anno, con Park Chan-wook al timone, lo farà con un’attenzione ancora maggiore alle storie che arrivano da Oriente.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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