Napoli, 28 febbraio 2026 – Due medici dirigenti dell’Ospedale Monaldi sono stati sospesi dal servizio ieri sera, dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, di soli due anni, deceduto a seguito di un trapianto di cuore. Lo ha reso noto l’Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha preso in carico gli atti dei procedimenti disciplinari e ha adottato i provvedimenti previsti dalla legge. La vicenda, che ha scosso la comunità medica e l’intera città di Napoli, è ora sotto la lente della magistratura.
Sospesi due medici, indagini aperte
La nota ufficiale dell’Ospedale Monaldi conferma che la sospensione riguarda due dirigenti medici direttamente coinvolti nell’intervento delicato. Per gli altri operatori sanitari coinvolti, il procedimento disciplinare va avanti secondo le regole. “Abbiamo agito subito per fare chiarezza, in piena trasparenza e nel rispetto della legge”, si legge nel comunicato. L’azienda ha anche espresso solidarietà alla famiglia di Domenico e ringraziato il personale che, nonostante il dolore, ha continuato a lavorare con impegno.
Cuore prelevato a Bolzano, tensioni tra le squadre
Emergono nuovi dettagli sul prelievo del cuore effettuato a Bolzano, dove era presente anche un’equipe della Clinica universitaria di Innsbruck. Secondo fonti giornalistiche, tra cui Il Mattino, i medici austriaci avevano a disposizione abbastanza ghiaccio per conservare l’organo, ma nessuno tra i colleghi italiani avrebbe chiesto aiuto. Le testimonianze raccolte mostrano problemi di comunicazione tra le due squadre e un drenaggio venoso insufficiente durante la procedura.
Sette indagati, incidente probatorio in arrivo
Sono sette le persone indagate nell’inchiesta della Procura di Napoli. Martedì prossimo, davanti al giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino, sarà conferito l’incarico per l’incidente probatorio sulla morte del bambino. Un passaggio decisivo per chiarire responsabilità e ricostruire passo dopo passo l’intervento. Gli investigatori stanno acquisendo tutte le cartelle cliniche e ascoltando i testimoni presenti sia a Bolzano sia a Napoli.
Ospedale Monaldi sotto choc
All’Ospedale Monaldi il clima è ancora teso. Medici e infermieri camminano per i corridoi con cautela, evitando commenti. “Siamo tutti scossi, ma dobbiamo andare avanti”, confida un operatore sanitario che preferisce restare anonimo. L’azienda ospedaliera ha ringraziato anche i pazienti e i cittadini che in questi giorni hanno mostrato solidarietà. “Abbiamo ricevuto tanti messaggi di sostegno – spiega la direzione – e questo ci aiuta a non perdere fiducia nel nostro lavoro”.
Il dolore della famiglia e la richiesta di verità
La famiglia di Domenico, che vive nel quartiere Ponticelli, aspetta ora risposte precise sulla tragedia. “Vogliamo solo sapere cosa è davvero successo”, ha detto il padre, visibilmente provato, all’uscita dall’obitorio. Gli avvocati della famiglia hanno già annunciato che seguiranno da vicino ogni fase dell’inchiesta, chiedendo trasparenza e tempi rapidi.
Prossimi sviluppi nelle indagini
Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri membri delle équipe coinvolte nel trapianto. Gli inquirenti vogliono ricostruire ogni dettaglio: dall’arrivo del cuore a Napoli alle procedure in sala operatoria. Solo così si potrà capire se si è trattato di un errore umano o di una tragica fatalità. Nel frattempo, l’ospedale Monaldi resta al centro dell’attenzione, mentre la città aspetta giustizia per il piccolo Domenico.










