Milano, 28 febbraio 2026 – Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, vedrà crescere la sua remunerazione totale a 16,4 milioni di euro nel 2025, grazie ai risultati record del gruppo bancario. È quanto emerge dalla relazione sulle retribuzioni pubblicata oggi in vista dell’assemblea degli azionisti, convocata per il 31 marzo. Un salto netto rispetto ai 13,2 milioni incassati nel 2024, che riflette la forte crescita della banca negli ultimi anni.
Orcel e la sua retribuzione: cosa c’è dietro i numeri
Nel dettaglio, la relazione specifica che Orcel riceverà 4,15 milioni di stipendio fisso, più 500 mila euro tra altri benefici e componenti fisse. Ma la fetta più grossa arriva dalla retribuzione variabile, pari a 11,8 milioni, che sarà pagata interamente in azioni e spalmata su otto anni. Una scelta pensata per mantenere un legame stretto tra gli interessi del management e quelli degli azionisti.
Il documento precisa anche che la retribuzione massima del CEO per il 2026 resterà invariata rispetto all’anno precedente. Sul fronte internazionale, Orcel si piazza al quarto posto per compenso tra i principali amministratori delegati delle banche europee.
I numeri che spiegano la crescita di Unicredit
L’aumento della retribuzione è strettamente legato ai risultati ottenuti da Unicredit nel periodo 2021-2025. In cinque anni, l’utile netto è salito da 2,4 a 10,6 miliardi di euro, una crescita che pochi istituti europei possono vantare. Il prezzo delle azioni Unicredit è decuplicato, facendo volare la capitalizzazione di mercato da circa 17 miliardi nel 2021 a 110,5 miliardi a fine 2025.
Gli azionisti hanno visto un rendimento totale del 1089% in questo periodo, mentre il ROTE (Return on Tangible Equity) è salito del 14,3%, toccando il 19,2% a fine 2025. Numeri che hanno permesso alla banca di distribuire oltre 36 miliardi di euro agli azionisti tra il 2021 e il 2025.
Bonus e premi: cosa cambia per i dipendenti
La relazione evidenzia che Unicredit non prevede cambiamenti nelle retribuzioni dei top manager per il 2026. Il bonus pool totale per il 2025 è cresciuto del 5%, arrivando a 630 milioni di euro, in linea con la maggiore redditività del gruppo.
Per il personale non dirigente, i bonus – che variano a seconda del Paese, dell’attività e dei risultati – potranno aumentare fino al 17%. Da segnalare il premio di produttività (Vap), recentemente concordato con i sindacati: secondo l’azienda, è il più alto del settore e ha registrato un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente.
Reazioni e attese in vista dell’assemblea
I numeri diffusi oggi hanno acceso un dibattito acceso tra gli addetti ai lavori. Alcuni analisti ritengono che l’aumento dei compensi sia giustificato dai risultati raggiunti sotto la guida di Orcel. “I fatti parlano chiaro: Unicredit ha saputo rilanciarsi con forza”, commenta un gestore milanese che preferisce restare anonimo. Altri, invece, invitano a riflettere sull’opportunità di livelli retributivi così alti nel settore bancario europeo.
Con l’assemblea del 31 marzo alle porte, il tema della retribuzione dei vertici bancari torna quindi sotto i riflettori. La banca, da parte sua, assicura che la struttura dei compensi è “in linea con le migliori pratiche internazionali” e “legata ai risultati effettivamente raggiunti”.
Solo dopo il voto degli azionisti si capirà se la strategia di Unicredit continuerà a ricevere il via libera anche sul fronte della governance. Nel frattempo, i dati restano lì a raccontare una stagione di crescita che – almeno per ora – non accenna a fermarsi.










