Roma, 28 febbraio 2026 – Mogol, il celebre paroliere della musica italiana, ha lasciato Sanremo giovedì sera a bordo di un elicottero dei Vigili del Fuoco per tornare a Roma, dove lo aspettava una cerimonia ufficiale. Il viaggio, avvenuto poche ore dopo aver ricevuto al Festival un premio alla carriera, ha scatenato un acceso dibattito politico. Secondo alcune ricostruzioni, il mezzo di soccorso sarebbe stato usato come un trasporto privato, togliendolo così alle emergenze in Liguria.
Sanremo-Roma, il volo contestato che infiamma la politica
La notizia, rilanciata venerdì mattina dal Fatto Quotidiano, ha subito fatto rumore tra i partiti locali e nazionali. Simone D’Angelo, consigliere regionale ligure del Partito Democratico, ha espresso “sconcerto” per l’uso dell’elisoccorso: “È uno strumento indispensabile per le emergenze di Genova e della Liguria”, ha detto. Per D’Angelo non si tratta di criticare Mogol, ma il principio: “Leggere che un mezzo di soccorso venga usato come un taxi speciale lascia davvero perplessi”.
Anche il Movimento 5 Stelle non ha perso tempo. I membri della commissione Cultura hanno annunciato un’interrogazione parlamentare. “Gli elicotteri dei Vigili del Fuoco non sono taxi di Stato. Servono alle emergenze dei cittadini”, hanno scritto in una nota. Il loro dubbio è chiaro: “Era proprio necessario usare un elisoccorso, togliendolo per ore a tutto un territorio, quando c’era un volo di linea disponibile?”.
Il Viminale si prende la responsabilità, il ministro Piantedosi replica
Fonti vicine al governo dicono che il volo è stato autorizzato direttamente dal Viminale. Mogol era a Roma per partecipare alla festa per l’anniversario del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, prevista venerdì sera nella sede centrale di via Genova. Alla cerimonia c’erano il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, autorità civili e militari, e tanti rappresentanti del Corpo.
Interpellato dai giornalisti dopo l’evento, Piantedosi ha smorzato i toni: “Siamo felicissimi di avere avuto Mogol qui con noi e gli siamo molto grati per quello che ha fatto. Il resto sono polemiche strumentali”, ha detto il ministro. Ha poi ricordato il gesto del paroliere: “Ha scritto un inno per i Vigili del Fuoco, un regalo straordinario”.
Mogol non si infiamma e la cerimonia tra applausi e sorrisi
Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha evitato di alimentare la polemica. All’uscita della cerimonia ha risposto con semplicità: “Il viaggio in elicottero? È andato benissimo, i Vigili del Fuoco sono persone splendide e vanno ringraziate da tutti”. Durante la serata è stato nominato vigile del fuoco ad honorem e subito dopo è stato cantato l’inno del Corpo, scritto proprio da lui.
L’atmosfera in sala era rilassata. Applausi lunghi, qualche battuta tra i presenti. La moglie di Mogol, seduta in prima fila vicino ai vertici del Corpo, ha sorriso più volte. Nessuno ha fatto cenno alle polemiche in corso.
Il nodo aperto: quando i mezzi di emergenza diventano “mezzi speciali”
Resta però la questione sollevata dalle opposizioni: è giusto usare un mezzo destinato alle emergenze per spostamenti istituzionali o celebrativi? Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero è rimasto impegnato per diverse ore, coprendo la tratta Sanremo-Roma nella notte tra giovedì e venerdì. Al momento non risultano emergenze gravi scoperte in Liguria in quelle ore, ma per Pd e M5S il problema è soprattutto di principio.
“Gli strumenti per la sicurezza non sono a disposizione personale di un ministro o del governo. Appartengono a tutti noi”, hanno ribadito i parlamentari Cinque Stelle. Chiedono chiarezza sui criteri con cui si autorizzano questi spostamenti e procedure trasparenti per evitare abusi.
Una vicenda che riapre il dibattito sull’uso delle risorse pubbliche
Il caso Mogol torna a mettere sotto i riflettori l’uso degli strumenti pubblici per scopi che non siano strettamente operativi. Situazioni simili avevano già acceso il confronto politico in passato. Questa volta, però, la presenza di un personaggio noto come Mogol e il contesto istituzionale della cerimonia hanno dato più risonanza alla vicenda.
Il governo difende la scelta, vista come un gesto di riconoscenza verso un artista che ha segnato l’identità del Corpo. Le opposizioni chiedono invece trasparenza e rispetto delle regole. Nel frattempo, mentre le polemiche si rincorrono tra social e Parlamento, resta una domanda aperta: dove si traccia il confine tra celebrazione e servizio pubblico?










