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Il drammatico arresto del figlio di Alexander Adarich: sequestrato e gettato dalla finestra l’ex banchiere per 250mila euro

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Il drammatico arresto del figlio di Alexander Adarich: sequestrato e gettato dalla finestra l’ex banchiere per 250mila euro
Il drammatico arresto del figlio di Alexander Adarich: sequestrato e gettato dalla finestra l’ex banchiere per 250mila euro
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Milano, 28 febbraio 2026 – È stato arrestato a Barcellona nelle prime ore di oggi il figlio di Alexander Adarich, l’ex banchiere 54enne di doppia nazionalità ucraina e romena, precipitato lo scorso 23 gennaio da una finestra al quarto piano di un b&b in via Nerino, nel centro di Milano. Secondo la procura milanese, il 34enne avrebbe attirato il padre in città con la scusa di un incontro d’affari, per poi sequestrarlo e costringerlo a trasferire 250mila euro in criptovalute. L’uomo, ricercato con mandato d’arresto europeo per sequestro aggravato dalla morte della vittima, è stato localizzato in Spagna grazie alla cooperazione tra Europol, Eurojust e le forze dell’ordine italiane e spagnole.

Sequestro e caduta: i fatti che non tornano

Quel pomeriggio del 23 gennaio, intorno alle 15, il corpo di Alexander Adarich viene trovato senza vita nel cortile interno del palazzo di via Nerino. La caduta – circa quindici metri – da subito lascia gli investigatori perplessi. La custode dello stabile, una donna filippina, racconta di aver visto un uomo affacciarsi dalla finestra subito dopo l’impatto. “Cos’è successo?”, avrebbe chiesto in inglese, scendendo in cortile, poi se n’è andata. Questo dettaglio, insieme ai segni sul corpo della vittima – ecchimosi e possibili tracce di strangolamento – spinge la procura ad aprire un fascicolo per omicidio.

Il figlio nel mirino degli inquirenti

Gli accertamenti, affidati alla squadra mobile e coordinati dal pm Gaetano Ruta, puntano subito al figlio 34enne di Adarich. Le telecamere mostrano i due entrare insieme nell’appartamento poche ore prima della tragedia. I tabulati telefonici confermano che il giovane era l’unica persona nella stanza al momento della caduta. Secondo gli investigatori, il figlio avrebbe messo in piedi un vero e proprio “sequestro funzionale”: avrebbe legato il padre con cordini ricavati da un sacco per la biancheria e lo avrebbe costretto a trasferire in criptovalute 250mila euro.

Non è chiaro se il 54enne sia morto prima della caduta o se sia precipitato ancora vivo. “Solo l’autopsia potrà stabilire la causa esatta della morte”, spiegano fonti della procura. L’esame è fissato per il 9 marzo.

Fuga e arresto a Barcellona

Dopo la morte del padre, il 34enne scappa da Milano in fretta. Gli investigatori seguono i suoi spostamenti grazie a pagamenti elettronici e agganci telefonici che lo portano dalla Lombardia, attraverso la Francia, fino alla Spagna. Il mandato d’arresto europeo viene emesso una settimana dopo la tragedia. Stamattina arriva la svolta: la polizia spagnola lo trova in un appartamento alla periferia di Barcellona. All’operazione partecipano anche due investigatori italiani, presenti sul posto.

“L’arresto è frutto di una collaborazione efficace tra le autorità giudiziarie dei due Paesi”, ha detto il procuratore aggiunto Laura Pedio. Ora si attende l’estradizione in Italia, dove il giovane dovrà rispondere dell’accusa di sequestro aggravato dalla morte del padre.

Altri complici nel mirino

Le indagini, però, non si fermano qui. Dagli atti della procura emerge la possibile presenza di “almeno altre quattro persone” coinvolte nel sequestro di Adarich. Gli investigatori sospettano che il figlio abbia agito insieme a una piccola rete specializzata in estorsioni legate al trasferimento di denaro tramite criptovalute. Testimoni parlano di movimenti sospetti nell’appartamento nelle ore prima della tragedia: uomini e donne che entravano e uscivano rapidamente, senza lasciare tracce evidenti.

Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio tabulati telefonici e filmati delle telecamere vicino al b&b. “Stiamo lavorando per identificare tutti i coinvolti”, spiega una fonte investigativa. Non è escluso che il gruppo abbia già colpito in passato con metodi simili.

Un passato tra finanza e affari europei

Alexander Adarich era stato fino al 2020 proprietario della Fidobank, una banca commerciale ucraina poi liquidata. Negli ultimi anni aveva interessi in società con sede in Lussemburgo e altri Paesi europei. Un profilo internazionale che aveva attirato anche l’attenzione degli investigatori finanziari.

Ora resta da capire se dietro la morte dell’ex banchiere ci sia solo una questione familiare o se l’episodio rientri in un giro più ampio di riciclaggio ed estorsioni legate al mondo delle criptovalute. Le prossime settimane potrebbero dare risposte importanti su una vicenda che ha scosso la comunità finanziaria tra Milano e Kiev.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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