Parigi, 28 febbraio 2026 – La crescita del Pil francese nel 2025 si ferma allo 0,9%, come confermato oggi dall’Insee, l’istituto nazionale di statistica. Un risultato che arriva più basso delle previsioni fatte all’inizio dell’anno, soprattutto a causa della frenata negli ultimi mesi del 2025. Nel quarto trimestre, infatti, il Pil è cresciuto solo dello 0,2%, dimezzando il ritmo rispetto allo 0,5% del trimestre precedente.
Pil Francia 2025: crescita più lenta del previsto
Il dato pubblicato questa mattina dall’Insee arriva dopo settimane di attesa e conferma le stime preliminari. “La crescita si è indebolita nell’ultimo trimestre, soprattutto tra ottobre e dicembre”, ha spiegato un portavoce dell’istituto. Dopo un’estate di ripresa, l’economia ha perso slancio negli ultimi mesi dell’anno. Nel dettaglio, nel terzo trimestre il Pil aveva segnato un +0,5%, mentre nell’ultimo trimestre è rallentato allo 0,2%.
Gli analisti a Parigi attribuiscono questo rallentamento a una domanda interna meno vivace e a un quadro internazionale ancora incerto. “Le esportazioni hanno retto, ma i consumi delle famiglie sono rimasti sotto pressione”, ha sottolineato Claire Dubois, economista alla Sorbona. Già a metà gennaio, il governo guidato da Gabriel Attal aveva rivisto al ribasso le previsioni di crescita.
Inflazione: prezzi in aumento a febbraio
Sul fronte dei prezzi, l’indice dei prezzi al consumo in Francia ha segnato un aumento dell’1% a febbraio 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il dato, sempre dall’Insee, segna un’accelerazione rispetto allo 0,3% di gennaio. Su base mensile, i prezzi sono cresciuti dello 0,7%, dopo il calo dello 0,3% registrato a inizio anno.
“L’inflazione resta sotto controllo, ma comincia a risalire”, ha spiegato Jean-Luc Martin, analista finanziario di BNP Paribas. A spingere i prezzi sarebbero soprattutto i beni alimentari e alcuni servizi legati all’energia. Nei supermercati parigini, molti clienti hanno già notato aumenti su prodotti freschi e carburanti a partire dalla seconda settimana di febbraio.
Reazioni: governo cauto, mercati guardano con prudenza
A Bercy, sede del ministero dell’Economia, la linea è di prudenza. “Seguiamo con attenzione l’andamento dei prezzi e della crescita”, ha detto ieri sera il ministro Bruno Le Maire incontrando la stampa. Il governo punta a sostenere la domanda interna con misure mirate per le famiglie a basso reddito e incentivi agli investimenti.
Anche nei mercati finanziari di Parigi la risposta è stata contenuta. L’indice CAC 40 ha aperto in lieve calo, riflettendo una certa cautela tra gli investitori. “Il quadro resta fragile, ma non ci sono segnali d’allarme”, ha commentato un trader della Société Générale poco dopo le 9.30.
Prospettive 2026: attese prudenti
Guardando ai prossimi mesi, le previsioni restano caute. Gli economisti sentiti da Le Monde stimano una crescita tra lo 0,8% e l’1% per il 2026, con l’inflazione che potrebbe stabilizzarsi intorno all’1,2% se non ci saranno shock esterni. “Tutto dipenderà dalla situazione internazionale e dalla ripresa degli investimenti privati”, ha aggiunto Dubois.
Intanto, il dibattito politico si concentra sulle misure per sostenere il potere d’acquisto e rilanciare la competitività delle imprese francesi. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra governo e parti sociali per discutere possibili modifiche alla legge di bilancio.
In breve: la Francia chiude il 2025 con una crescita contenuta e un’inflazione in lieve aumento. Un quadro che richiede scelte attente e un monitoraggio costante dei segnali che arrivano da mercati e famiglie.










