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Rogoredo: i quattro colleghi di Carmelo Cinturrino allontanati dopo la sparatoria contro Mansouri

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Rogoredo: i quattro colleghi di Carmelo Cinturrino allontanati dopo la sparatoria contro Mansouri
Rogoredo: i quattro colleghi di Carmelo Cinturrino allontanati dopo la sparatoria contro Mansouri
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Milano, 27 febbraio 2026 – Sono stati allontanati dal commissariato di Mecenate i quattro agenti che, la sera del 12 febbraio, erano insieme a Carmelo Cinturrino quando quest’ultimo ha sparato a Abderrahim Mansouri vicino alla stazione di Rogoredo. La decisione, comunicata ieri dal questore di Milano Bruno Megale, arriva dopo che è stata confermata la custodia cautelare in carcere per Cinturrino, accusato di omicidio volontario. I colleghi, indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento, sono stati spostati a ruoli non operativi, lontani dal distretto dove lavoravano fino a pochi giorni fa.

Quattro poliziotti allontanati, indagini in corso

Gli investigatori hanno ricostruito che la sera dell’omicidio i quattro agenti erano con Cinturrino durante l’intervento che ha portato alla morte di Mansouri, un uomo di origine marocchina noto alle forze dell’ordine come pusher nell’area del cosiddetto “boschetto della droga”. Nessuno di loro avrebbe chiamato subito i soccorsi, né ha fornito una versione chiara di quanto accaduto. Per questo la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omissione di soccorso e favoreggiamento personale. Il questore, spiegano fonti della Questura, ha preso questo provvedimento “per garantire la massima trasparenza nelle indagini e tutelare il buon nome dell’amministrazione”.

Cinturrino resta in carcere: il giudice spiega il perché

Intanto, Carmelo Cinturrino, assistente capo di polizia, è ancora in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha motivato la misura con il rischio concreto che l’agente possa “commettere nuovi reati simili” o “inquinare le prove”, magari influenzando i colleghi. Durante l’interrogatorio di garanzia, Cinturrino ha negato ogni accusa. “Smentisco ogni infamità che hanno tirato fuori”, avrebbe detto davanti al gip, secondo fonti investigative. Ha anche detto che i colleghi lo hanno lasciato solo a gestire l’intervento.

La sparatoria a Rogoredo: cosa dicono le prime ricostruzioni

La sera del 12 febbraio, Cinturrino e i quattro colleghi erano impegnati in un controllo nella zona di Rogoredo, da anni segnata da spaccio e degrado. Mansouri sarebbe stato fermato mentre si trovava vicino ai binari, senza armi. Per ragioni ancora da chiarire, Cinturrino avrebbe sparato almeno un colpo, uccidendo il trentenne marocchino. Gli altri agenti non avrebbero cercato di fermarlo né prestato soccorso immediato alla vittima. Un particolare che pesa molto nelle valutazioni della Procura.

La Procura indaga: gesto isolato o sistema più ampio?

La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, vuole capire se dietro a tutto questo ci sia solo la responsabilità di Cinturrino o un sistema più grande. “Vogliamo capire se è stato un gesto isolato o se c’è un meccanismo di pizzo ai danni dei pusher della zona”, ha spiegato una fonte vicina all’indagine. Gli investigatori stanno controllando chat, telefonate, turni e rapporti di servizio degli agenti coinvolti degli ultimi mesi. Nessuna pista è esclusa.

Tensione in Questura e reazioni nel quartiere

In via Mecenate l’atmosfera è tesa. Alcuni colleghi degli agenti trasferiti parlano di “momento difficile”, altri evitano commenti. Nel quartiere Rogoredo, la notizia del trasferimento è stata accolta con un misto di sollievo e preoccupazione. “Qui la situazione è sempre complicata – racconta Marco, barista in via Orwell – ma nessuno si aspettava una cosa del genere”. La famiglia Mansouri, assistita dall’avvocato Francesca Rinaldi, chiede verità: “Vogliamo sapere cosa è successo davvero quella notte”.

Cosa succederà ora: l’inchiesta continua

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori e l’acquisizione delle immagini delle telecamere vicino alla stazione. Gli inquirenti vogliono ricostruire ogni istante prima e dopo lo sparo fatale. Solo allora, dicono fonti giudiziarie, si potrà capire se si è trattato di una tragica fatalità o se emerge un problema più profondo dentro il commissariato milanese.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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