New York, 26 febbraio 2026 – Wall Street ha chiuso in rosso ieri, con tutti i principali indici in calo dopo una giornata segnata da dati economici contrastanti e nuovi dubbi sui tassi di interesse. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,32%, chiudendo a 49.323,15 punti. Il Nasdaq ha accusato una perdita più pesante, cedendo l’1,94% a 22.707,22 punti. Anche lo S&P 500 ha chiuso in ribasso, dell’1,11%, a 6.866,78 punti. Un passo indietro che arriva in un momento delicato per i mercati americani, ancora in bilico per le mosse della Federal Reserve e i timori sull’inflazione.
Wall Street fiacca dopo dati economici deludenti
La giornata è partita con un clima di prudenza. Gli operatori hanno seguito da vicino i numeri sulla fiducia dei consumatori e sugli ordini di beni durevoli. Il Conference Board ha diffuso un indice di fiducia più basso delle attese, un segnale che, secondo alcuni trader sentiti da alanews.it, “ha fatto scendere le speranze di una ripresa forte dei consumi nel breve periodo”. Anche gli ordini di beni durevoli sono cresciuti meno del previsto, mettendo in dubbio la tenuta della ripresa industriale.
La Fed tiene alta la guardia sui tassi
A pesare sull’umore degli investitori è stata anche la prospettiva di una politica monetaria ancora rigida. Nelle ultime ore, più membri della Federal Reserve hanno ribadito l’importanza di tenere d’occhio l’andamento dei prezzi. “Non possiamo permetterci errori”, ha detto ieri Michelle Bowman, governatrice della Fed, parlando a Washington. Le sue parole sono state lette come un segnale che i tagli ai tassi potrebbero slittare più avanti nell’anno. Solo allora, forse, si potrà parlare di un allentamento delle condizioni finanziarie.
Il Nasdaq trascina i ribassi, tecnologia sotto pressione
Il calo più forte l’ha segnato il Nasdaq, che ha perso quasi due punti percentuali. A soffrire sono stati soprattutto i giganti della tecnologia: Apple (-2,3%), Nvidia (-3,1%) e Alphabet (-2%) sono stati i più colpiti. Analisti di Morgan Stanley, a fine giornata, hanno spiegato che “il settore tech paga valutazioni alte e una crescente sensibilità ai cambiamenti dei tassi”. In particolare, le aziende legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori hanno visto salire la volatilità nelle ultime settimane.
Trader in ansia, mercato tra prudenza e resistenza
Sul parquet del New York Stock Exchange l’atmosfera era tesa fin dall’apertura. “C’è molta incertezza su cosa farà la Fed”, ha raccontato un trader di JP Morgan poco dopo l’avvio delle contrattazioni. Alcuni gestori hanno scelto di ridurre le posizioni, aspettando segnali più chiari dalla banca centrale. Altri hanno invece ricordato che il mercato resta vicino ai massimi storici. “Non è una correzione strutturale, almeno per ora”, ha sottolineato un analista di Goldman Sachs.
Effetti a catena in Europa: Piazza Affari apre in calo
Le perdite di Wall Street hanno fatto sentire i loro effetti anche in Europa, dove i mercati hanno aperto stamattina in lieve ribasso. A Milano, il FTSE MIB ha perso lo 0,4% nelle prime battute. Gli occhi degli investitori sono puntati sulle prossime mosse della Fed e sui dati sull’inflazione in arrivo a fine settimana. “Il quadro resta fragile”, ha ammesso un gestore milanese contattato da alanews.it.
Attesa per i dati sul lavoro e l’inflazione
Nei prossimi giorni l’attenzione sarà tutta rivolta ai dati sul mercato del lavoro e all’inflazione core negli Stati Uniti. Gli operatori sperano in segnali che possano rassicurare sulla tenuta dell’economia senza far salire di nuovo la pressione sui tassi. Per ora, però, la parola d’ordine è prudenza. “Meglio aspettare prima di tornare a comprare”, ha concluso un broker di New York poco prima della chiusura delle contrattazioni.
In sintesi: una giornata difficile per Wall Street, tra dati economici deboli e nuove incertezze sulla politica della Federal Reserve. Tutti gli occhi restano puntati su Washington e sulle prossime mosse della banca centrale.










