Milano, 26 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale in Europa ha chiuso la giornata con un leggero rialzo: il TTF di Amsterdam, il punto di riferimento per il mercato europeo, è salito dello 0,5%, arrivando a 31 euro al megawattora. Un aumento modesto, che però conferma la cautela che domina i mercati energetici da settimane.
Mercato europeo sotto osservazione
La giornata di contrattazioni, partita alle 9 e terminata poco dopo le 17.30, è stata caratterizzata da una certa calma. Gli operatori hanno tenuto d’occhio le forniture e le previsioni meteo, due fattori che, come spiegano gli analisti di Refinitiv, “continuano a influenzare la domanda e la volatilità dei prezzi”. Il TTF (Title Transfer Facility) è ormai il termometro del gas in Europa: anche il più piccolo spostamento viene interpretato come un segnale sulle aspettative future.
Nei centri decisionali di Milano e Francoforte, la risposta è stata misurata. “Non ci sono stati scossoni – racconta un trader di una grande banca d’affari –. Il mercato si muove in una fase di incertezza, con gli stoccaggi ancora pieni e il timore di possibili shock geopolitici”. E in effetti, secondo Gas Infrastructure Europe, i depositi in Europa sono ancora sopra il 60% della capacità totale, un livello che gli addetti ai lavori considerano rassicurante.
Clima e geopolitica tengono banco
A pesare sul prezzo del gas sono diversi elementi. Da un lato, le temperature più miti in gran parte dell’Europa centrale e occidentale hanno ridotto il bisogno di riscaldamento. Dall’altro, sullo sfondo restano le tensioni internazionali: la situazione tra Russia e Ucraina, anche se senza nuovi scontri recenti, continua a essere un punto da tenere sotto controllo. “Il rischio di interruzioni improvvise nelle forniture non è mai del tutto escluso”, ammette un funzionario del Ministero della Transizione Ecologica.
In più, la crescente presenza di GNL (gas naturale liquefatto) dagli Stati Uniti e dal Qatar ha aiutato a mantenere una certa stabilità nei prezzi. Però, come sottolineano gli esperti di S&P Global Commodity Insights, “la domanda asiatica di GNL resta molto alta e potrebbe spingere i prezzi europei verso l’alto nei prossimi mesi”.
Che effetto sulle famiglie e le imprese italiane?
Per chi vive e lavora in Italia, il dato di oggi non va sottovalutato. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ricorda che ogni variazione del TTF si riflette, con qualche settimana di ritardo, sulle bollette di casa. “Un prezzo stabile o in lieve aumento aiuta a contenere gli aumenti per i consumatori”, spiega un portavoce di Altroconsumo, associazione che tutela gli utenti.
Le aziende che consumano molta energia, soprattutto nei settori della chimica e della siderurgia, seguono ogni movimento con grande attenzione. “Anche pochi centesimi in più al megawattora possono pesare, quando si parla di grandi quantità”, confida il direttore finanziario di una società lombarda del settore metallurgico. In questo contesto, molte imprese stanno pensando a come proteggersi da possibili aumenti improvvisi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli esperti prevedono che il prezzo del gas continuerà a oscillare entro limiti contenuti almeno fino alla fine dell’inverno. “Molto dipenderà dal clima di marzo e aprile”, dice un economista dell’Università Bocconi. Se le temperature resteranno più alte della media, la domanda potrebbe rimanere bassa e i prezzi non dovrebbero schizzare.
Resta però l’incognita geopolitica: nuovi scontri o problemi tecnici sulle infrastrutture possono cambiare tutto in fretta. Per ora, il mercato sembra andare a passo cauto. Solo nelle prossime settimane si capirà se questa calma è destinata a durare o se siamo solo all’inizio di nuove turbolenze.
Intanto, tutti gli occhi restano puntati su Amsterdam: qui, ogni giorno, si decide il prezzo che tocca le tasche di milioni di europei.










