Palmoli (Chieti), 26 febbraio 2026 – Dopo oltre tre mesi dalla sospensione della patria potestà, Nathan Trevallion, padre dei tre bambini conosciuti come “i figli del bosco”, ha annunciato che la sua famiglia accetterà le regole italiane imposte dalle autorità. In un’intervista a Repubblica, Trevallion ha spiegato le ragioni dietro questa decisione e ha raccontato come intendono adattarsi alle richieste dello Stato, pur continuando a vivere immersi nella natura, nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti.
La vita nel bosco e le paure di un padre
“I ragazzini mangiano cibo spazzatura e stanno incollati allo smartphone tutto il giorno”, ha raccontato Trevallion, spiegando perché lui e la moglie, Catherine Birmingham, hanno scelto di crescere i figli lontano dalla città. Tra pochi giorni compirà 52 anni e ha alle spalle esperienze in diversi Paesi – Olanda, Francia, Indonesia – dove ha lavorato come chef, operaio e boscaiolo. “Ho visto droga e violenza. Volevo scappare da tutto questo e ora voglio solo vivere nel bosco con la mia famiglia”, ha detto. Quel casolare tra gli alberi di Palmoli, per lui, è stato “un paradiso per tre anni”.
Le richieste dello Stato e la scelta della famiglia
La storia della famiglia Trevallion è finita sotto i riflettori lo scorso autunno, quando il Tribunale dei Minori ha tolto la patria potestà sui tre figli, dopo diverse segnalazioni sulle condizioni in cui vivevano. Da allora, i servizi sociali hanno seguito la situazione molto da vicino. “Non capisco ancora perché ce l’hanno tolta”, ha ammesso Trevallion parlando della casa nel bosco. Eppure, dopo settimane di confronto con le autorità, la famiglia ha deciso di piegarsi: “Accetteremo gli standard italiani. Lo farò, che mi piaccia o no”.
Un progetto di ristrutturazione per adeguarsi
Per rispondere alle richieste dei servizi sociali e del tribunale, Trevallion ha annunciato un progetto di bioedilizia per il casolare. “Lo allargheremo, metteremo un bagno a secco e cambieremo gli infissi”, ha detto. L’obiettivo è garantire condizioni igieniche e abitative a norma, senza però rinunciare al legame con la natura che la famiglia tiene tanto a preservare. “Ci basterebbe il sole, la legna, l’orto”, ha aggiunto, “ma faremo tutto quello che lo Stato ci chiede”.
Homeschooling: istruzione a distanza per i figli
Un nodo importante resta l’istruzione dei tre bambini. Trevallion ha ribadito che continueranno con l’homeschooling, scegliendo però un istituto riconosciuto che offre lezioni online. “Manterremo l’homeschooling”, ha sottolineato, spiegando che così i figli possono studiare a casa ma rispettando le regole italiane. Questa scelta è stata condivisa con i servizi sociali e inserita nel piano di rientro previsto dalle autorità.
Scontro con le istituzioni e cosa succederà
Il caso Trevallion ha acceso un dibattito in tutta Italia sul diritto all’educazione parentale e sulle condizioni minime per crescere i bambini in modo alternativo. Secondo gli avvocati della famiglia, il percorso per adeguarsi agli standard italiani sarà seguito nei prossimi mesi dagli assistenti sociali e dal Tribunale dei Minori dell’Aquila. Solo allora, hanno spiegato fonti vicine a Trevallion, si potrà pensare a un possibile ritorno della piena potestà genitoriale.
Nel frattempo, Nathan Trevallion si dice pronto a “fare tutto quello che serve” per riavere i figli nel bosco di Palmoli. “Le leggi andrebbero cambiate”, ha ammesso, “ma adesso dobbiamo pensare solo ai bambini”. Una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica: da una parte chi difende la libertà educativa dei genitori, dall’altra chi chiede maggiori tutele per i minori.










