Roma, 26 febbraio 2026 – Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, oggi alla Camera dei Deputati ha risposto alle domande dei giornalisti sulle critiche delle opposizioni alla nuova legge elettorale. Ha sottolineato come le contestazioni siano arrivate ancor prima che il testo fosse depositato. “Mi fa sorridere vedere le opposizioni che attaccano la legge elettorale prima ancora che venga presentata, come quando a luglio criticano la finanziaria che poi arriva a ottobre. È una critica fatta a priori”, ha detto Donzelli, lasciando trasparire una certa irritazione per il clima politico che si respira in queste settimane a Montecitorio.
Legge elettorale, ancora tutto in alto mare
La questione della legge elettorale resta uno dei nodi più spinosi in Parlamento. La maggioranza, guidata da Fratelli d’Italia, sta lavorando a una proposta comune, ma – come ha spiegato Donzelli – il testo non è ancora stato depositato ufficialmente. “Quando lo presenteremo, saremo pronti a parlarne con chiunque voglia migliorarlo”, ha aggiunto il deputato toscano, lasciando aperta la porta a modifiche e confronti con le altre forze politiche.
Da fonti parlamentari si apprende che la bozza è in fase avanzata, ma ci sono ancora punti da chiarire, soprattutto sulla soglia di sbarramento e su come verranno assegnati i seggi. Nei corridoi della Camera si rincorrono voci di possibili emendamenti dell’ultimo minuto. Al momento, però, nessun dettaglio ufficiale è stato reso pubblico.
Le opposizioni lanciano l’allarme: “Manca trasparenza”
Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. Dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle arrivano accuse di scarsa trasparenza e di esclusione dal confronto. “Non si può discutere una legge così importante senza un vero dialogo”, ha commentato stamattina la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga. Sulla stessa linea Giuseppe Conte: “Serve un percorso chiaro e condiviso, non un testo imposto dall’alto”.
In Transatlantico alcuni deputati di minoranza hanno raccontato ai cronisti di aver appreso delle intenzioni della maggioranza solo dai giornali. “Non ci è stato presentato nulla, né in commissione né in aula”, ha detto un esponente del Terzo Polo. La tensione resta alta, soprattutto dopo settimane di scontri verbali e polemiche sui regolamenti interni.
Dialogo? Solo dopo il deposito del testo
Donzelli ha ribadito che il confronto partirà solo dopo il deposito ufficiale della legge. Una scelta, secondo alcuni osservatori, pensata per evitare fughe in avanti e tenere sotto controllo la comunicazione politica. “Siamo pronti a discutere con chiunque per migliorare la legge”, ha assicurato il deputato di Fratelli d’Italia, ma ha precisato che ogni confronto dovrà partire da un testo concreto, non da indiscrezioni o bozze non ufficiali.
Nel frattempo, nei banchi della maggioranza si cerca un’intesa che tenga anche conto delle richieste interne. Alcuni alleati – in particolare dalla Lega – chiedono garanzie sulla rappresentanza territoriale e sul sistema delle preferenze. Un equilibrio delicato, che potrebbe far slittare ancora la presentazione ufficiale.
Prossimi passi e clima incandescente
Secondo il calendario parlamentare, la nuova legge elettorale dovrebbe essere depositata entro metà marzo. Solo allora partirà il confronto nelle commissioni. Fino a quel momento, le opposizioni promettono battaglia soprattutto sul metodo e chiedono di essere coinvolte di più.
Intanto il clima resta teso. Nei corridoi della Camera si scambiano sguardi sospettosi e battute a mezza voce. “Si rischia di arrivare davvero all’ultimo minuto”, confida un deputato di lungo corso. Nonostante tutto, almeno nelle intenzioni della maggioranza, si punta a una riforma condivisa – o almeno a un testo approvato senza strappi troppo evidenti.
Resta da capire se le aperture al dialogo annunciate oggi da Donzelli basteranno a calmare le opposizioni, o se la battaglia sulla legge elettorale diventerà l’ennesimo scontro in questa stagione politica già complicata.










