Home News Miss Italia sfida Ditonellapiaga per l’uso improprio del suo nome
News

Miss Italia sfida Ditonellapiaga per l’uso improprio del suo nome

Share
Miss Italia sfida Ditonellapiaga per l'uso improprio del suo nome
Miss Italia sfida Ditonellapiaga per l'uso improprio del suo nome
Share

Roma, 25 febbraio 2026 – Il concorso Miss Italia ha annunciato oggi di aver avviato una causa legale contro la cantante Ditonellapiaga per aver usato il nome “Miss Italia” come titolo di una sua canzone e dell’album pubblicato qualche mese fa. Secondo gli organizzatori, il testo del brano contiene “espressioni e giudizi che ledono la dignità e l’onore delle ragazze che partecipano al concorso”. Una presa di posizione forte, arrivata dopo settimane di tensione tra il mondo dello spettacolo e quello dei concorsi di bellezza.

Miss Italia contro Ditonellapiaga: la battaglia sul nome

Il nodo della questione è l’uso del nome “Miss Italia”, un marchio storico e registrato, legato al concorso nato nel 1939. Ditonellapiaga, nome d’arte di Margherita Carducci, aveva scelto proprio questo titolo per uno dei suoi ultimi singoli, inserito anche nell’album con lo stesso nome. Secondo gli avvocati del concorso – Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca – questa scelta ha “gravemente compromesso i diritti esclusivi legati al marchio”, danneggiando l’immagine e la reputazione della manifestazione e delle sue partecipanti.

Nel comunicato diffuso in mattinata, la società che gestisce Miss Italia ha spiegato di aver incaricato i legali di “avviare le azioni giudiziarie più adeguate”, con l’obiettivo di bloccare l’uso del nome e ottenere un risarcimento per i danni “subiti e da subire”. In pratica, il concorso chiede che la cantante smetta subito di usare il marchio e risponda economicamente per i danni causati.

Perché Miss Italia si difende: proteggere il marchio e le ragazze

Dietro questa decisione, dicono fonti vicine all’organizzazione, c’è la volontà di difendere non solo un marchio storico, ma anche le giovani donne che ogni anno partecipano alla gara. “Nel testo della canzone ci sono passaggi che mettono in discussione la dignità delle ragazze”, ha raccontato una collaboratrice della presidente Patrizia Mirigliani, da anni volto pubblico della manifestazione. “Non si tratta solo del nome – ha aggiunto – ma del rispetto verso chi si mette in gioco”.

Negli ultimi anni, il concorso ha cercato di rinnovarsi puntando sull’inclusione e sulla valorizzazione delle storie personali. Ora teme che l’associazione con contenuti considerati offensivi possa rovinare il lavoro fatto finora. “Abbiamo il dovere di proteggere le nostre partecipanti”, ha ribadito Mirigliani in un’intervista a alanews.it.

Ditonellapiaga tace: nessuna risposta ufficiale

Per ora, dalla parte di Ditonellapiaga non è arrivata nessuna replica ufficiale. L’artista romana, nota per uno stile ironico e provocatorio, aveva presentato il brano durante alcuni concerti lo scorso autunno, spiegando più volte che il titolo era una riflessione sulla società dell’immagine. Nessun commento diretto sulla vicenda legale, almeno per ora. Fonti vicine alla sua produzione fanno sapere che si sta valutando il da farsi con i legali.

Intanto, sui social sono fioccati i commenti dei fan della cantante, molti dei quali le hanno espresso solidarietà. Alcuni sottolineano come titoli provocatori siano all’ordine del giorno nella musica pop, altri invece chiedono rispetto per la storia del concorso.

Cosa succederà adesso: tempi e scenari

Secondo alanews.it, gli avvocati Sammarco e Larocca sono pronti a presentare un ricorso urgente al Tribunale civile di Roma nei prossimi giorni. L’obiettivo è ottenere un’ordinanza che vieti a Ditonellapiaga di usare ulteriormente il nome “Miss Italia” in campo discografico e promozionale. Solo dopo si discuterà di un eventuale risarcimento.

Non è la prima volta che Miss Italia difende il suo marchio da usi non autorizzati. In passato erano già state avviate cause contro aziende e spettacoli teatrali. Questa volta però la questione coinvolge direttamente la musica pop italiana, con possibili effetti anche sul dibattito pubblico.

Resta da vedere se si troverà un accordo fuori dal tribunale o se la vicenda finirà davanti a un giudice. Nel frattempo, il caso riapre una discussione sempre attuale: dove finisce la libertà artistica e dove comincia la tutela dei marchi storici?

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.