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La Sagrada Familia raggiunge un nuovo traguardo: la Torre Gesù svetta a 172,5 metri

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La Sagrada Familia raggiunge un nuovo traguardo: la Torre Gesù svetta a 172,5 metri
La Sagrada Familia raggiunge un nuovo traguardo: la Torre Gesù svetta a 172,5 metri
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Barcellona, 25 febbraio 2026 – La Sagrada Familia ha raggiunto oggi la sua massima altezza di 172,5 metri, segnando una tappa storica nell’architettura mondiale. Alle prime luci dell’alba, nel cuore pulsante di Barcellona, una gru ha sollevato e posato il braccio superiore della croce che corona la Torre di Gesù Cristo, la più alta delle 18 torri disegnate da Antoni Gaudí per il tempio iniziato nel 1882. Un momento atteso da decenni, seguito in diretta da migliaia di cittadini e turisti, radunati soprattutto tra Carrer de Mallorca e Carrer de la Marina, sotto un cielo limpido che ha permesso le operazioni.

La sfida tecnica che vale un simbolo

Montare l’ultima parte della croce – lunga 17 metri e larga 13,5 – non è stata cosa da poco. Ci è voluto un lavoro di fino e tanta pazienza. Gli ingegneri hanno atteso il via libera solo dopo aver controllato meteo e condizioni di sicurezza. “Oggi è un giorno importante. Si completano le sei torri centrali”, ha detto Jordi Faulí, architetto capo dei lavori e coordinatore del progetto. Faulí ha sottolineato due aspetti: la difficoltà tecnica e il valore simbolico di un’opera che continua a cambiare lo skyline di Barcellona.

La Torre di Gesù Cristo, un tributo alla natura

La Torre di Gesù Cristo – ora la struttura religiosa più alta d’Europa – è il cuore spirituale e architettonico della Sagrada Familia. Gaudí, stando agli archivi della fondazione, volle che nessuna costruzione umana superasse mai l’altezza del Montjuïc, la collina che domina la città. Un principio che ha guidato ogni decisione: “L’uomo non deve mai superare la natura”, scriveva l’architetto catalano nei suoi appunti. Così la torre centrale si ferma poco sotto la vetta naturale, in un equilibrio perfetto tra ambizione e rispetto.

Sguardo all’inaugurazione, attesa per il Papa

La cerimonia ufficiale per la Torre di Gesù è fissata al 10 giugno, data scelta con cura: proprio cento anni fa Gaudí morì travolto da un tram mentre si dirigeva al cantiere. Alla festa è attesa la presenza di Papa Leone XIV, anche se dal Vaticano non sono ancora arrivate conferme ufficiali. La notizia ha già acceso l’entusiasmo tra fedeli e cittadini: “Sarebbe un onore per tutta Barcellona”, ha detto Maria Soler, residente dell’Eixample.

Le altre torri e il messaggio di fede

Oltre alla Torre di Gesù Cristo, la Sagrada Familia conta altre 17 torri, dedicate agli apostoli, agli evangelisti e alla Vergine Maria. Secondo la Fondazione Sagrada Familia, queste sono ormai tutte completate. Sulla torre centrale sarà collocata anche l’immagine dell’Agnus Dei, a sottolineare il significato profondo dell’opera: un mix di fede, arte e ingegno che continua a parlare a tutto il mondo.

Un cantiere che non si ferma mai

Dopo più di un secolo dall’inizio dei lavori – era il 1882 quando Josep Maria Bocabella pose la prima pietra – la Sagrada Familia resta un cantiere sempre vivo. Ogni giorno centinaia di operai, tecnici e artigiani lavorano tra impalcature e blocchi di pietra. “Non è solo una chiesa, è un organismo vivo”, ha detto Faulí ai giornalisti presenti stamattina. Solo ora però si vede la luce in fondo a un percorso iniziato tra le strade polverose della Barcellona ottocentesca.

La Sagrada, simbolo di Barcellona e del mondo

La nuova altezza della Sagrada Familia cambia ancora una volta il profilo della città. Dal Parc de la Ciutadella fino al lungomare della Barceloneta, la croce sulla Torre di Gesù Cristo si vede già da chilometri. Un punto di riferimento per chi arriva e per chi vive qui ogni giorno. “Quando torno a casa in treno, la vedo spuntare tra i palazzi”, racconta Jordi Martínez, pendolare da Badalona. “È come un segnale che mi dice: sei arrivato”.

Così, tra passato e futuro, fede e ingegneria, Barcellona scrive oggi un nuovo capitolo della sua storia. E la Sagrada Familia conferma ancora una volta il suo ruolo di simbolo non solo della capitale catalana, ma di un modo tutto speciale di vedere l’arte e la spiritualità.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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