Palermo, 25 febbraio 2026 – Nel cuore di Palermo, davanti a un pubblico numeroso e attento, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha incalzato il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante un acceso confronto sul referendum per la giustizia. L’appuntamento, tenutosi ieri sera al Teatro Santa Cecilia, ha visto i due protagonisti scontrarsi su temi caldi: dalle riforme penali alle intercettazioni, passando per le recenti tensioni con Bruxelles.
Conte: “Una politica criminale in atto”
“State portando avanti una vera politica criminale fin dall’inizio”, ha attaccato Conte, guardando dritto Nordio negli occhi. Il primo esempio citato è la legge sui rave party, varata in fretta e poi corretta dopo le prime critiche. “Ricordo bene la legge pubblicata in Gazzetta e poi cambiata solo quando vi siete resi conto degli errori”, ha detto l’ex presidente del Consiglio, con voce ferma ma contenuta.
Da lì, secondo Conte, il governo ha imboccato la strada degli inasprimenti delle pene. “È stato un continuo, decine di interventi per irrigidire il sistema penale”, ha aggiunto, elencando provvedimenti che a suo avviso hanno reso più severa la giustizia italiana. Il pubblico – composto da cittadini, avvocati e studenti – ha ascoltato in silenzio, qualcuno annuendo.
Abuso d’ufficio e traffico di influenze sotto accusa
Al centro del dibattito anche la recente eliminazione del reato di abuso d’ufficio, una delle riforme più contestate degli ultimi mesi. “Avete tolto l’abuso d’ufficio e subito una reprimenda dall’Unione europea”, ha ricordato Conte, riferendosi alla lettera di richiamo arrivata da Bruxelles a gennaio. La Commissione europea aveva espresso “preoccupazione per l’indebolimento degli strumenti contro la corruzione”, come confermato da fonti del Ministero della Giustizia.
Ma non è tutto. Conte ha puntato il dito anche contro la scelta di “ridimensionare il traffico di influenze illecito”, tema caldo in Parlamento. Secondo lui, queste modifiche rischiano di “lasciare scoperti interi settori della pubblica amministrazione”, ha spiegato ai giornalisti a margine dell’incontro.
Nordio risponde: “Serve equilibrio, non giustizialismo”
Seduto accanto a Conte, il ministro Nordio ha ascoltato senza interrompere. Poi è intervenuto: “Le riforme che abbiamo portato avanti servono a trovare un equilibrio tra repressione dei reati e tutela dei diritti”, ha detto. Secondo il Guardasigilli, l’obiettivo è “evitare derive giustizialiste” e “rafforzare le garanzie per i cittadini”.
Sulle intercettazioni, altro tema sollevato da Conte (“Ha fatto una crociata contro le intercettazioni”), Nordio ha ribadito quanto già detto in Parlamento: “Non vogliamo limitare gli strumenti investigativi, ma evitare abusi che ledono la privacy di chi non c’entra niente con i processi”. Una frase che ha suscitato qualche mormorio, soprattutto tra i giovani avvocati in platea.
Referendum: il nodo che divide la sala
Il confronto si è infiammato sul tema del referendum per la giustizia, promosso dal M5S con altre forze di opposizione. Conte ha chiamato i cittadini a “partecipare in massa”, definendo il voto “un’occasione per riportare equilibrio nel sistema”. Nordio, invece, ha invitato alla prudenza: “Le riforme non si fanno con slogan o voti emotivi”, ha avvertito.
In sala le reazioni sono state contrastanti. C’è chi ha applaudito Conte, sottolineando la necessità di “difendere la legalità senza scorciatoie”. Altri hanno mostrato appoggio al ministro, soprattutto sulla volontà di “snellire i processi” e “tagliare la burocrazia giudiziaria”.
Un confronto che accende il dibattito nazionale
L’appuntamento di Palermo arriva in un momento delicato per la giustizia italiana. Le riforme degli ultimi mesi – dalla cancellazione dell’abuso d’ufficio alla stretta sulle intercettazioni – hanno diviso non solo la politica ma anche l’opinione pubblica. Il referendum si presenta come uno snodo fondamentale: secondo un sondaggio SWG della scorsa settimana, più del 60% degli italiani è “preoccupato” per l’efficacia delle nuove norme.
“Non è una battaglia personale”, ha detto Conte uscendo dal teatro poco dopo le 20.30. “È una questione che riguarda tutti”. Nordio, invece, circondato dai suoi collaboratori, ha preferito non aggiungere altro. Ma il confronto – almeno stando ai commenti raccolti – sembra destinato a continuare nei prossimi mesi.










