Torino, 24 febbraio 2026 – È morto il piccolo Riccardo Lucà, cinque mesi, ricoverato da sabato scorso all’ospedale Regina Margherita dopo una caduta dalle scale nella villetta di famiglia a Pessione, frazione di Chieri. La madre, secondo quanto riferito ai carabinieri, avrebbe avuto un malore mentre teneva in braccio il bambino, perdendo i sensi e precipitando con lui per una ventina di gradini. Ma sulla dinamica dell’accaduto restano molti dubbi. La procura di Torino ha aperto un’inchiesta per capire se si sia trattato di un tragico incidente o se ci siano altre cause dietro la caduta.
Il racconto della madre e le prime verifiche
La donna, quarantenne, ha detto ai militari di aver sentito piangere il piccolo nella notte tra venerdì e sabato. “L’ho preso in braccio per portarlo giù e dargli da mangiare, poi mi sono sentita male e mi sono ritrovata in fondo alle scale, con il bimbo sotto di me. Non so per quanto tempo sono rimasta svenuta”, ha raccontato ai carabinieri di Chieri. Il malore improvviso e la perdita di coscienza sono al centro delle indagini, che cercano riscontri a quanto detto dalla donna.
Nella villetta di via Monte Adamello, dove vive la famiglia Lucà, i carabinieri hanno fatto rilievi per ricostruire con precisione come è avvenuta la caduta. Secondo le prime verifiche, il corpo del piccolo non mostrava lividi evidenti. Questo, insieme all’assenza di segni di urti ripetuti, ha spinto gli investigatori a disporre l’autopsia. L’esame servirà a capire se le ferite sono compatibili con una caduta accidentale o se ci sono elementi diversi.
Indagini aperte e interrogativi
La procura di Torino ha iscritto la madre nel registro degli indagati per omicidio, un atto tecnico, spiegano fonti giudiziarie, necessario per poter svolgere tutti gli accertamenti. “Dobbiamo chiarire ogni dettaglio della vicenda”, ha detto un investigatore vicino al fascicolo. Tra gli aspetti da chiarire c’è la dinamica esatta: la donna sostiene che lei e il bambino siano caduti insieme dalla cima delle scale, per circa venti gradini.
Gli inquirenti stanno anche valutando l’ipotesi che il piccolo possa essere stato lanciato per un momento di esasperazione. Al momento, però, non ci sono prove certe in questo senso. In casa era installato un sistema di videosorveglianza che avrebbe potuto chiarire i fatti, ma – secondo quanto si sa – le telecamere non hanno ripreso la caduta, solo i momenti che l’hanno preceduta.
La situazione in famiglia e l’affidamento del fratellino
Intanto, la procura dei minori ha chiesto che il secondo figlio della donna, un bambino di cinque anni, venga affidato ai nonni materni. La decisione arriva dopo quello che gli investigatori definiscono un “quadro familiare grave”, aggravato dall’incidente e dai dubbi sulla versione della madre. Fonti vicine alle indagini raccontano che la situazione in casa non era semplice già prima della tragedia.
I carabinieri stanno ascoltando vicini e conoscenti per ricostruire le ultime ore prima dell’incidente e capire se ci fossero segnali o tensioni particolari. “Era una famiglia riservata, non abbiamo mai sentito urla o litigi”, ha detto una vicina stamattina davanti al cancello della villetta.
Cosa succederà nelle prossime ore
A breve sarà affidata l’autopsia sul corpo del piccolo Riccardo. Solo dopo si potranno avere risposte più precise sulla causa della morte e capire se le lesioni siano compatibili con una caduta accidentale. Gli investigatori attendono anche i risultati dei rilievi fatti nella casa e stanno analizzando i filmati delle telecamere.
Nel frattempo, resta il dolore di una comunità scossa. A Pessione, tra le strade tranquille e le villette basse, la notizia è corsa veloce. “Non ci sono parole”, ha detto un conoscente della famiglia. La procura continua a lavorare per fare chiarezza su una vicenda che, per ora, lascia più domande che risposte.










