Milano, 24 febbraio 2026 – Con un’ampia maggioranza, pari al 93,13% dei voti, i lavoratori metalmeccanici hanno detto sì all’accordo per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal, firmato il 22 novembre scorso. La notizia è stata diffusa oggi a tarda mattinata da Fiom, Fim e Uilm, al termine delle consultazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di operai in tutta Italia. Un risultato atteso, che conferma la solidità dell’intesa e apre la strada alla sua applicazione nelle prossime settimane.
Voto schiacciante: numeri e partecipazione in crescita
I dati forniti dai sindacati parlano chiaro: su oltre 460 mila votanti, sono stati 427.898 i sì, contro 31.554 no. Le schede bianche sono state 4.286, quelle nulle 1.080. La partecipazione è stata molto alta, con lavoratori coinvolti non solo nei grandi stabilimenti di Torino, Brescia, Taranto e Genova, ma anche in tante realtà più piccole distribuite sul territorio nazionale. “Il forte consenso e la grande partecipazione alle assemblee sono un segnale netto, chiaro, da parte delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici”, hanno commentato i segretari generali della Fim Ferdinando Uliano, della Fiom Michele De Palma e della Uilm Rocco Palombella.
Un mandato chiaro ai sindacati
Secondo i leader sindacali, il voto “legittima la firma di Fim, Fiom e Uilm sull’accordo per il rinnovo del Ccnl Federmeccanica-Assistal e conferma la contrattazione nazionale come strumento fondamentale per proteggere salario, diritti e condizioni di lavoro, soprattutto in un momento di grandi cambiamenti industriali”. Non era scontato, in un settore che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con crisi aziendali, ristrutturazioni e la sfida della trasformazione digitale ed ecologica.
Cosa succede ora: via libera all’accordo e sfide sul tavolo
A breve i sindacati daranno il via libera definitivo all’accordo. L’intesa prevede aumenti salariali, misure per la formazione continua e nuovi strumenti per la sicurezza sul lavoro. “Questo voto rappresenta un mandato forte e consapevole, frutto di un percorso unitario e responsabile, che punta a risultati concreti per chi lavora in questo settore”, hanno sottolineato Uliano, De Palma e Palombella.
I tre segretari hanno anche ricordato che ora “tocca a noi metterci all’opera per far rispettare l’accordo, affrontare le sfide che ci aspettano – dalle crisi più importanti come Stellantis e Leonardo, fino alle tante medie aziende in difficoltà – e rafforzare la contrattazione a livello aziendale”. Le vertenze aperte richiederanno nei prossimi mesi un confronto serrato tra sindacati, imprese e governo.
Un settore in movimento
Il rinnovo del contratto arriva in un momento delicato per l’industria metalmeccanica italiana, che impiega oltre un milione e mezzo di persone. La spinta verso produzioni più sostenibili, l’automazione crescente e le incertezze internazionali stanno trasformando profondamente il lavoro nelle fabbriche. In questo scenario, la scelta dei lavoratori di approvare l’accordo è – dicono i sindacati – “un investimento sulla contrattazione collettiva, uno strumento di tutela e innovazione”.
Le reazioni dal campo: soddisfazione ma anche attenzione
Durante le assemblee degli ultimi giorni, spesso affollate e animate, molti operai hanno espresso soddisfazione per gli aumenti previsti e le garanzie su orari e sicurezza. “Era importante far sentire un segnale di unità”, ha raccontato un delegato Fiom dello stabilimento FCA di Mirafiori. Altri, invece, hanno sottolineato la necessità di controllare che gli impegni vengano rispettati davvero: “Adesso vedremo se tutto questo si tradurrà in busta paga”, ha detto una lavoratrice della provincia di Bergamo.
Guardando avanti: attenzione alle crisi ancora aperte
Nei prossimi mesi l’attenzione sarà tutta sulle crisi che restano sul tavolo – da Acciaierie d’Italia a Whirlpool – e sulla capacità del nuovo contratto di offrire strumenti utili anche nelle situazioni più difficili. I sindacati hanno già annunciato che chiederanno al governo di istituire un tavolo permanente sulle politiche industriali. Solo così si potrà capire se il consenso raccolto oggi si trasformerà in risultati concreti per i territori più colpiti dalle ristrutturazioni.
Per ora, però, la consultazione chiude una fase delicata e consegna ai rappresentanti dei lavoratori un mandato chiaro: difendere salario e diritti in un settore che sta cambiando a ritmo serrato.










