Qena, 24 febbraio 2026 – Una missione archeologica franco-egiziana ha portato alla luce, vicino al sito di Sheikh al-Arab Hammam a Qena, tra Luxor e Hurgada, i resti di un complesso abitativo del XVIII secolo e un cimitero copto sotterraneo risalente all’epoca bizantina. La scoperta, annunciata nelle ultime ore dal Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, apre una nuova finestra su una zona dell’Alto Egitto finora poco conosciuta.
Scoperte importanti tra Luxor e Hurgada
Gli scavi, guidati da Ahmed Shawky e realizzati da un’équipe mista, hanno portato alla luce sei case costruite in mattoni di fango. Alcune conservano ancora le loro cupole originali, altre mostrano tracce di tetti fatti con tronchi di palma. “In alcune stanze abbiamo trovato resti di intonaco bianco”, ha raccontato Hisham al-Laithi, del Consiglio Supremo delle Antichità. L’area, situata vicino a un’antica zona industriale, era praticamente sconosciuta fino ad oggi.
Segni di vita e piccoli misteri del passato
Durante gli scavi sono emersi monete di bronzo, frammenti di ceramica, piccoli giocattoli, gioielli e tessuti: oggetti che danno voce alla vita quotidiana di chi abitava qui. Tra i ritrovamenti più curiosi c’è un coperchio di sarcofago in pietra calcarea, datato all’epoca bizantina, che è stato riutilizzato come lastra per il pavimento davanti a uno degli ingressi della città. “Il suo uso insolito ha lasciato gli archeologi a interrogarsi”, ha ammesso Shawky.
Il cimitero copto nascosto sotto terra
Un’indagine geofisica, fatta in collaborazione con l’Autorità per il Telerilevamento e le Scienze Spaziali, ha indicato la presenza di una necropoli copta proprio sotto il complesso abitativo. Le tombe, risalenti al periodo bizantino, mostrano diversi modi di seppellire i morti: alcune direttamente nella terra, altre racchiuse da muri in mattoni di fango. Sono stati trovati anche molti frammenti di ceramica, sudari e tuniche tessute secondo la tradizione copta, spesso decorate con motivi floreali, geometrici e animali, insieme a croci e lettere copte. Tra gli oggetti più strani, un sigillo di rame usato per decorare torte.
Un pezzo in più per conoscere l’Alto Egitto
Per Shawky, questa scoperta è “un passo avanti importante per capire come veniva usato il territorio, le pratiche funerarie e le attività industriali nell’Alto Egitto”. Gli archeologi stanno ora studiando i resti umani trovati nella necropoli: circa 23 individui, tra uomini, donne e bambini, alcuni parzialmente mummificati. L’analisi si concentrerà su dieta, età, sesso e condizioni di salute dei defunti.
Chi era lo sceicco al-Arab Hammam
Il sito prende il nome da Hammam ibn Yusuf ibn Ahmad, figura chiave nella storia dell’Alto Egitto nel XVIII secolo. Nato nel 1709 a Farshut, nel governatorato di Qena, Hammam divenne capo delle tribù Hawara dopo la morte del padre e riuscì a controllare un vasto territorio che andava da Minya a Assuan. Morì nel 1769, lasciando un segno importante nella storia locale.
Cosa ci aspetta ancora
Il sito è stato ufficialmente riconosciuto come area di “antichità islamica e copta”. Gli scavi andranno avanti nelle prossime settimane. “Solo allora – ha confidato uno dei ricercatori – capiremo davvero quanto era grande la città e la necropoli”. Gli archeologi sperano che nuovi ritrovamenti possano svelare altri dettagli sulla vita di tutti i giorni e sui cambiamenti sociali e religiosi che hanno segnato questa regione tra l’epoca bizantina e quella islamica.










