Bruxelles, 23 febbraio 2026 – Alla vigilia del G7 sul commercio internazionale, il vicepremier Antonio Tajani ha voluto mettere in chiaro la posizione dell’Italia: “Serve chiarezza dagli Stati Uniti, dobbiamo capire bene qual è la loro proposta e cosa intendono fare dopo l’accordo raggiunto”. Le sue parole, pronunciate questa mattina a Bruxelles, arrivano in un momento di grande incertezza per le imprese italiane che esportano, soprattutto dopo la recente sentenza della Corte Suprema americana, che lascia ancora molti dubbi, in particolare sul tema dei possibili risarcimenti.
Tajani: “Gli Stati Uniti devono fare chiarezza”
Nei corridoi delle istituzioni europee l’atmosfera è tesa. Tajani ha sottolineato che “le guerre commerciali non fanno bene a nessuno” e ha ribadito la necessità che l’Europa resti unita. “L’Italia vuole lavorare con l’Europa e i nostri partner per mantenere gli impegni presi. La priorità è rassicurare tutte le imprese italiane che esportano”. Un messaggio chiaro, quasi un appello a mantenere la calma, rivolto sia agli operatori economici sia agli alleati europei.
Allarme per l’export italiano
Il vicepremier ha ricordato che l’export pesa per quasi il 40% del PIL italiano. Un dato importante, soprattutto in un momento in cui le tensioni commerciali rischiano di tradursi in nuove barriere o in un clima di grande incertezza. “Dobbiamo lavorare con serietà, determinazione e prudenza per proteggere le nostre imprese”, ha detto Tajani durante il punto stampa. Il messaggio è chiaro: ogni scossone negli equilibri internazionali si ripercuote sulle aziende italiane, molte delle quali dipendono dai mercati esteri.
Coordinamento stretto con la Commissione europea
Tajani ha insistito sull’importanza di una risposta compatta: “Lavoreremo fianco a fianco con la Commissione europea. Ora più che mai serve unità nell’Unione”. Ha citato il commissario europeo Maroš Šefčovič, con cui si è confrontato in queste ore: “Ci sentiamo ben rappresentati dal commissario Šefčovič, siamo in costante contatto”. La giornata a Bruxelles si annuncia fitta di incontri e trattative informali, mentre i Paesi membri cercano una linea comune.
Tutti gli occhi puntati sugli Stati Uniti
Il nodo da sciogliere resta la posizione definitiva degli Stati Uniti. Tajani ha detto che “ascolteremo quello che diranno gli americani”, lasciando intendere che le prossime mosse dipenderanno da Washington. Secondo il vicepremier, la recente sentenza della Corte Suprema americana non chiarisce ancora alcuni aspetti cruciali, come la questione dei risarcimenti. “Vedremo cosa uscirà dalla riunione di oggi”, ha aggiunto con prudenza.
Niente passi falsi
Tajani ha lanciato un monito a non farsi prendere dalla fretta: “In momenti come questo bisogna mantenere la calma. Reazioni affrettate non aiutano”. Il rischio, ha spiegato, è di alimentare tensioni che potrebbero tornare a colpire il sistema produttivo italiano ed europeo. “Serve coesione tra gli europei, niente fughe in avanti che non porterebbero a nulla”, ha concluso.
A Bruxelles la giornata si apre dunque tra attesa e prudenza. Le imprese italiane guardano con attenzione agli sviluppi del G7, consapevoli che da queste ore potrebbero dipendere scelte decisive per il futuro dell’export nazionale.










