Cortina d’Ampezzo, 23 febbraio 2026 – L’Associazione per le Ville Venete Aps ha scelto le Olimpiadi di Milano Cortina come vetrina per raccontare al mondo il valore e le prospettive di uno dei patrimoni culturali più noti del Nord Italia. L’incontro si è svolto a Casa Veneto, l’area stampa della Regione allestita nella storica “Casa delle Regole” di Cortina. Qui, esperti e operatori turistici si sono confrontati sulle opportunità legate alle Ville Venete.
Ville Venete, un tesoro tra storia e presente
Durante il panel, la presidente Isabella Collalto ha raccontato – supportata da immagini tratte dal docufilm “Il tempo delle Ville Venete: Humus e Humanitas”, già mostrato all’82ª Mostra del Cinema di Venezia – il ruolo che queste dimore hanno avuto nella storia veneta e quello che continuano a svolgere oggi. “Le Ville Venete sono un unicum nel mondo, non solo per l’architettura ma per la capacità di creare cultura, economia e senso di comunità”, ha detto Collalto, spiegando come l’associazione lavori ogni giorno con i proprietari e gestori per mantenere vivi questi luoghi.
Non si tratta solo di visite o degustazioni in cantina: le esperienze offerte vanno dai laboratori didattici alla produzione di prodotti agricoli di alta qualità, fino all’ospitalità diffusa. Un modello che, secondo Collalto, “è una vera best practice di turismo esperienziale, capace di attrarre visitatori da ogni parte del mondo”.
La Giornata delle Ville Venete: un successo che cresce
Tra gli eventi più attesi, la Giornata delle Ville Venete festeggia nel 2026 la sua quinta edizione, confermandosi un appuntamento fondamentale per far conoscere il territorio. Ogni terzo weekend di ottobre, centinaia di ville aprono le porte al pubblico, offrendo esperienze autentiche, spesso fuori dal comune. “È un’occasione per scoprire da vicino la vita quotidiana e le storie di queste dimore”, racconta un visitatore abituale venuto da Padova per l’ultima edizione.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 hanno partecipato oltre 40mila persone, con un aumento del 15% rispetto all’anno prima. Segno di un interesse in crescita, anche tra i più giovani e i turisti stranieri.
Digitale e futuro: ecco le nuove mosse
Guardando avanti, l’associazione ha annunciato il lancio di un nuovo portale online per rendere più semplice trovare informazioni e prenotare visite. Ma la novità più importante è il progetto “Ville Venete Re-thinking”, che si concluderà il 28 aprile con il primo Forum Nazionale sul turismo Heritage e i patrimoni dell’Umanità. L’evento si terrà al Castello San Salvatore di Susegana, in provincia di Treviso, con il supporto della Regione Veneto.
L’obiettivo è chiaro: da una parte mettere in luce le Ville Venete come simboli identitari della regione e dell’Italia; dall’altra aggiornare il quadro con dati freschi, grazie alla ricerca “Ville Venete Re-birth”. Questa non si limiterà a contare le ville aperte o chiuse, ma offrirà anche numeri sull’impatto economico generato dal settore.
Un motore di sviluppo sostenibile
“Le Ville Venete non sono solo monumenti da ammirare – ha ribadito Collalto – ma veri laboratori di innovazione sociale ed economica”. I primi risultati della ricerca parlano chiaro: ogni anno il settore muove un indotto di oltre 120 milioni di euro tra turismo, agricoltura e servizi collegati. Se confermato, questo dato rafforzerebbe il ruolo delle ville come motore di sviluppo sostenibile per il territorio.
La sfida ora è consolidare questo percorso, puntando su formazione, digitalizzazione e collaborazioni con altri centri culturali in Italia e in Europa. “Solo così – ha concluso Collalto – potremo garantire alle nuove generazioni la possibilità di vivere e lavorare in questi luoghi straordinari”.
In attesa del Forum di aprile, la prossima Giornata delle Ville Venete è già segnata in agenda: un’occasione per scoprire da vicino un patrimonio che continua a rinnovarsi.










